BOLLETTE LUCE E GAS/ Bonus e tutela, le mosse per non penalizzare le famiglie

- Patrizia Feletig

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha presentato la relazione annuale che contiene indicazioni importanti

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Molti i temi affrontati nella prima relazione annuale del collegio dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente guidato da Stefano Besseghini che ribadisce il carattere di indipendenza dell’ente di regolazione e la sua operatività a supporto dell’attività normativa. Dal testo introduttivo a firma del Presidente emerge come la visione regolatoria della quarta consigliatura in forza presso l’Autorità dalla sua costituzione sia improntata a sostenere e agevolare la delicata fase di transizione verso la sostenibilità, anche in aderenza con il programma sovranazionale dell’Agenda 2030. Una sostenibilità che, in relazione ai tre ambiti di intervento dell’Autorità – energia, acqua e rifiuti -, si concretizza in obiettivi di decarbonizzazione, mitigazione della siccità e sviluppo dell’economia circolare.

Proprio la comune spinta verso la sostenibilità evidenzia l’interdipendenza tra i settori regolati trainata da obiettivi trasversali e un’unica grande sfida sociale: ridurre le disparità territoriali all’interno del Paese, tema peraltro discusso anche con il Presidente Mattarella. Il divario territoriale che affligge comunemente lo sviluppo economico, sociale e culturale della Penisola si riflette anche nella richiesta del bonus elettricità, gas e idrico. Si tratta di quello strumento di welfare che cui possono accedere 2,2 milioni le famiglie con una certificazione Isee. Ponendo l’accento sulla povertà energetica, il Presidente dell’Autorità rimarca come nonostante l’impegno istituzionale profuso per diffondere la conoscenza dei bonus, molte famiglie che si trovano in difficoltà economica o in una condizione di fragilità sociale non lo fanno.

Solo 800 mila nuclei familiari hanno effettivamente usufruito del bonus elettrico, che rispetto alla platea dei potenziali aventi diritto rappresenta appena il 36% e per giunta con un rapporto inversamente proporzionale alla concentrazione dei potenziali destinatari. Le richieste di bonus arrivano prevalentemente dal Centro-Nord, mentre al Sud e nelle Isole dove è più alto il numero di aventi titolo, lo strumento è poco diffuso. Il bonus elettrico può rappresentare uno sconto fino a 194 euro all’anno in bolletta, quello del gas 314 euro all’anno. A beneficiarne sono famiglie con un reddito non superiore a 8.107 euro l’anno, soglia che può salire a 20.000 euro se i figli a carico sono più di tre.

Per questo, oltre a supportare campagne di informazione e sensibilizzazione volte a migliorare la consapevolezza del consumatore-utente, l’Arera sollecita l’introduzione di un meccanismo automatico per l’assegnazione dei bonus realizzabile attraverso “il fattivo contributo degli enti locali, che consenta l’efficiente scambio telematico tra banca dati Inps e quella del Sistema informativo integrato”. Questa procedura, che aumenterebbe la platea dei beneficiari, comporterebbe anche una significativa riduzione dei costi di gestione del sistema.

Altro tema con rilevanza per il consumatore affrontato da Besseghini è il superamento della situazione di stallo del fine tutela in vista della scadenza dei prezzi tutelati di elettricità e gas prevista il 1° luglio 2020 dalla legge concorrenza alla quale mancano tasselli importanti, primo tra tutti l’atteso decreto Mise sulle modalità della transizione e in particolare la pubblicazione dell’Elenco Venditori. Un ulteriore rinvio creerebbe incertezza, ha rimarcato Stefano Besseghini. Gestire con gradualità la transizione è l’imperativo dell’Autorità incentivando il passaggio al mercato libero per quel 56,6% di clienti domestici di luce e 49,9% per il gas ancora sotto tutela.

La situazione al prossimo luglio potrebbe essere complessa per i clienti residuali per garantire loro la continuità del servizio per il tempo necessario a identificare un nuovo fornitore. Tanto più che il servizio salvaguardia non è ancora completamente definito nelle sue caratteristiche e si spera che lo sarà entro il 2019. Ma sussiste per il regolatore la preoccupazione che il regime di salvaguardia non debba essere usata come un grimaldello per buttare fuori dalla tutela 19 milioni di clienti senza venir meno a pluralismo e trasparenza nei meccanismi di acquisizione da parte degli operatori.

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