BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA DATI 30 NOVEMBRE/ 2223 casi, 15 morti: su i ricoveri

- Davide Giancristofaro Alberti

Bollettino Coronavirus Lombardia, dati 30 novembre 2021: +2.223 casi di positività e 15 morti (ieri erano 8). Salgono i contagi e l’occupazione dei posti letto ospedalieri

Fontana e Moratti, Lombardia
Regione Lombardia, Letizia Moratti e Attilio Fontana (LaPresse, 2021)

Come ogni giorno, è stato da poco diramato il consueto bollettino di aggiornamento dell’emergenza Coronavirus in Lombardia e i dati non sono incoraggianti: nonostante non si possa ancora parlare di vera e propria quarta ondata al pari di altri Paesi europei, nella regione settentrionale rispetto a ieri crescono ancora i casi di contagio mentre i decessi raddoppiano. Infatti nel suddetto bollettino si parla di +2.223 casi di positività al virus SARS-Cov-2 (il 29 novembre erano 851) a fronte di 15 decessi, laddove ieri se ne erano registrati 8; il dato diramato dalla Regione, lo si ricorda, è frutto di uno screening che ha visto effettuare 163.960 tamponi.

Il dato dei decessi, con i dati arrivati da pochi minuti, fa salire il totale dei decessi ufficiali in Lombardia a 34.472; a preoccupare, tuttavia, è la situazione degli ospedali, non certamente critica, ma che vede salire l’occupazione dei posti letto sia nei reparti ordinari sia in terapia intensiva. Infatti nel primo caso il dato parla di 848 pazienti, mentre in intensiva è stato superato il tetto delle 100 unità (103, ieri erano 99). Infine, diamo un occhio anche al dato scorporato per ogni singola provincia lombarda: come spesso accade, la maggior parte dei contagi è stata registrata ancora una volta in quella di Milano (802, di cui 322 solo nell’area metropolitana), seguita dalla provincia di Brescia (258), Monza-Brianza (225), Varese (213), Como (143), Pavia (119), Mantova (109), Bergamo (69), Cremona (88), Lecco (55), Lodi (25) e Sondrio (17). (agg. di R. G. Flore)

IN ATTESA DELL’ULTIMO AGGIORNAMENTO

Andiamo ad analizzare insieme il bollettino coronavirus della regione Lombardia, di oggi, martedì 30 novembre 2021. Anche in questa zona del nostra Paese, così come nel resto della penisola, i contagi e gli ospedalizzati sono cresciuti di molto nell’ultimo mese, pur mantenendosi sotto livelli a rischio. La conferma si è avuta per l’ennesima volta nell’ultimo periodo anche dal bollettino di ieri, quando i nuovi casi scoperti sono stati in totale 851, su 44.047 tamponi elaborati nei vari laboratori regionali.

Cresce il tasso di positività come ogni lunedì, portatosi a quota 2.2 per cento, e anche nella giornata di ieri sono state registrate delle vittime per covid, leggasi 8, per un bilancio da brividi da inizio pandemia, dal 20 febbraio 2020, pari a 34.357. Negli ospedali lombardi la situazione è ancora “vivibile”, ma la pressione sta aumentando costantemente e ad oggi vi sono 99 persone ricoverate gravi, quelle in terapia intensiva, aumentate di 8 unità, e altre 817 in degenza medica, dato che è cresciuto di 28 allettati. Infine uno sguardo a Milano e provincia, dove sono emersi 223 nuovi contagiati.

BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA, DATI 30 NOVEMBRE: BERTOLASO SULLE TERZE DOSI

Lombardia che è pronta a spingere sulle terze dosi, così come specificato dal consulente della campagna vaccinale lombarda, Guido Bertolaso. Intervistato dai microfoni di Non Stop News su RTL 102.5 ieri mattina (qui l’intervista rilasciata invece a Mattino 5), ha parlato così: “Per quel che riguarda la Lombardia alla fine di questa settimana dovremmo riuscire ad arrivare all’obiettivo di 100mila somministrazioni di dosi di vaccino giornaliere. È stata un’operazione un po’ complicata e laboriosa perché sapete bene che per due mesi e mezzo siamo andati sulle 20/30mila dosi al giorno di terze dosi perché evidentemente da un lato c’era la quota di chi ne aveva diritto che era molto alta (parliamo dai 60 anni in su) e dall’altra sicuramente non c’era questa grande ansia di andare a fare un’altra vaccinazione”.

Bertolaso ha poi parlato di ‘tsunami‘: “Da un lato si è abbassata a 40 anni la soglia di età di chi aveva diritto alla terza dose, poi si è detto dai 18 anni in su. In contemporanea si è ridotto il periodo di latenza tra la seconda e la terza dose dai 6 ai 5 mesi e questo ha prodotto un ingolfamento che ha mandato un po’ in tilt tutto il sistema nazionale”. Quindi ha ribadito: “Ci stiamo organizzando, già adesso la situazione è migliorata molto per ciò che riguarda le code e le possibilità di prenotarsi. A fine di questa settimana per forza dovremo fare oltre 100mila terze dosi al giorno, altrimenti questa nuova ondata non riusciamo a fermarla. È dimostrato che il picco di questa ondata sarà verso fine gennaio, per cui vaccinare con la terza dose a febbraio è inutile, bisogna farlo adesso. Il mese decisivo è questo di dicembre che inizia prestissimo”.



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