BOLLETTINO CORONAVIRUS PROTEZIONE CIVILE/ Dati 4 maggio: +195 morti, -199 contagi

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Protezione Civile, dati di oggi 4 maggio 2020: +195 morti, -199 contagiati (sotto quota 100mila), calano anche i ricoveri

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Coronavirus, Governo Conte al Comitato operativo della Protezione Civile (LaPresse)

Altri 195 vittime da registrare nelle ultime 24 ore ma anche per la prima volta da molte settimane il calo dei contagi finalmente sotto quota 100mila unità in tutta Italia: l’ultimo bollettino della Protezione Civile diffuso alle ore 18 mostra un andamento “confermativo” del trend di questi giorni, con la notizia positiva di altri -199 attualmente malati di coronavirus che fanno registrare così un bilancio totale di 99.980. Di questi, i pazienti in strutture ospedaliere sono al momento 16.823 (ieri erano 17.242), mentre 1.479 in terapia intensiva (ieri erano 1.501).

Nuovo importante aggiornamento su guariti-dimessi, +1225 a fronte dei 82.879 totali, mentre iil numero di contagiati al Covid-19 dall’inizio della pandemia resta 211.938 (+1.221 rispetto a ieri). 37.631 i tamponi in 24 ore (ieri il dato era di 44.935 tamponi effettuati), con totale dei test dunque arrivato a quota 2.191.403. Sta purtroppo sempre drammatico il bilancio delle vittime in tutta Italia, con ancora 195 morti che si sommano al totale tragico di 29.079 da tutte le Regioni: sul fronte della diffusione del contagio a livello territoriale, sono 37.307 in Lombardia le persone attualmente positive, seguite da 15.562 in Piemonte e dagli 8.984 in Emilia Romagna.

I DATI DELLA PROTEZIONE CIVILE DI IERI

Dopo mesi ad immaginarsi la fase 2, ecco che il 4 maggio non solo è arrivato ma l’insieme di timori e preoccupazioni non ha abbandonato per nulla tanto il cittadino quanto le istituzioni: ieri il bollettino coronavirus emesso dalla Protezione Civile (primo lunedì oggi senza conferenza stampa dopo l’”addio” del punto stampa con Borrelli) ha mostrato ancora una volta dati incoraggianti per l’inizio della “nuova fase” di convivenza con il Covid-19 ma si attenderanno ovviamente i prossimi giorni per capire se le riaperture e le visite permesse ai parenti contribuiranno a rialzare la curva del contagio o se la precauzione degli italiani riuscirà a limitare i danni di un Paese che ancora si affaccia alla fase 2 senza un piano chiaro su test, tracciamento e tamponi.

+174 morti, -525 malati di coronavirus, +1740 guariti sono i tre dati nodali per riassumere il bollettino prima del 4 maggio: il “record positivo” in Lombardia (solo 42 vittime domenica, in calo rispetto ai giorni precedenti) contribuisce a numeri più ribassati anche a livello nazionale, anche se i decessi restano un dramma infinto (28.884 bilancio generale). I positivi al Covid dall’inizio della pandemia sono 210.717 (+1389), di cui gli attualmente contagiati sono 100.179 (-525): di questi, 1.501 sono in terapie intensive, con una decrescita di 38 pazienti rispetto a sabato. 81.436 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi mentre sono 81.654, con un incremento di 1.740 su ieri, le persone dimesse-guarite.

BOLLETTINO CORONAVIRUS: LA FASE 2 TRA CAUTELA E TIMORE

«Se i contagi salgono tra due settimane richiudiamo tutto», è il monito lanciato dalle colonne di Repubblica da Walter Ricciardi, consigliere del Ministro Speranza e rappresentante Oms per l’Italia. La cautela nella fase 2 resta altissima, tanto dalle Regioni quanto dal Governo, come ribadito ieri da un lungo post del Premier Conte sull’inizio della nuova fase di convivenza con il coronavirus: le parole di Ricciardi sono nuovamente dure e ribadiscono «Già da qualche giorno si vedono tante persone in giro. Le situazioni che abbassano il distanziamento fisico mettono a rischio la salute di tutti. Ma voglio ricordare che come si è aperto si può anche richiudere – ha concluso Ricciardi -. Per farlo abbiamo degli indicatori che ci permettono di prendere misure correttive nel caso di un ritorno dell’epidemia. Le chiusure se le cose vanno male avvengono automaticamente».

Al momento ancora la strategia su tracciamento e test del Governo sfugge ai territori e ai normali cittadini e questo non potrà che essere un problema, come evidenziato anche dal direttore di malattie infettive del Sacco di Milano, Professor Massimo Galli: «Ora stiamo passando da un intervento drastico di chiusura, semplice nelle caratteristiche e pesante nelle conseguenze, ma che ha ottenuto validi risultati – ha ribadito l’esperto infettivologo – a una situazione in cui apriamo, con la regola della “mascherina, guanti e distanza“, e una forte speranza nello “stellone”. Questo è un limite oggettivo, poteva, doveva e deve essere fatto di più, come definire i contagi nelle famiglie e i loro contatti. Ora si torna al lavoro, ma bisogna che sia fatto con determinate regole e certezze sul monitoraggio dei lavoratori».

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