Bollettino vaccini Covid oggi 26 settembre/ 42 mln di italiani vaccinati con 2 dosi

- Alessandro Nidi

Bollettino vaccini Covid oggi 26 settembre 2021: facciamo il punto sulla campagna vaccinale in Italia con gli ultimi dati aggiornati

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(LaPresse)

Il bollettino vaccini Covid di oggi, domenica 26 settembre 2021, consente di beneficiare di una comprensione maggiormente esaustiva circa la campagna di vaccinazione in Italia, sulla quale si sta concentrando l’intera azione politica condotta negli ultimi mesi, dal Governo Conte prima e dall’esecutivo Draghi poi. Alle 6.08 è stato pubblicato il report aggiornato da parte del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, contenente tutti gli ultimi dati ufficiali, a partire dal numero di dosi somministrate nel nostro Paese dal 27 dicembre 2020, giorno in cui ha preso il via la campagna. In totale, i vaccini inoculati sono stati 83.857.158.

Di pari passo, continua a crescere anche la statistica più importante, quella da cui potrebbe dipendere l’introduzione dell’obbligo vaccinale: stiamo parlando di coloro che hanno ricevuto la doppia dose, gli immunizzati, che ad oggi sono 41.909.110. Questo significa che il 77,3 per cento della popolazione vaccinabile over 12 ha completato il ciclo vaccinale. Infine segnaliamo le dosi che sono state consegnate in Italia da quasi 9 mesi a questa parte, in totale 94.912.655, di cui 67.308.122 a firma Pfizer/BioNTech, quindi altre 14.102.340 di Moderna e poi AstraZeneca e Johnson & Johnson, rispettivamente a quota 11.543.314 e 1.958.889.

BOLLETTINO VACCINI COVID OGGI 26 SETTEMBRE: IL COMMENTO DEL CARDINALE PAROLIN

Il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, parlando all’assemblea generale dell’Onu, ha affermato che la comunità internazionale deve lavorare insieme per porre rimedio alla situazione di coloro che sono ai margini delle cure sanitarie e farmaceutiche, come è prepotentemente emerso in questa pandemia da Covid-19. “Questo è particolarmente vero per quanto riguarda i vaccini, che devono essere a disposizione di tutti, soprattutto nelle aree di conflitto e nei contesti umanitari”.

“La resilienza richiede un rinnovato esame sui sistemi sanitari – ha aggiunto – sopraffatti dalla pandemia, che hanno lasciato così tanti senza cure sufficienti o alcuna cura. Persino oggi molti non hanno accesso a test, cure di base o vaccini e nemmeno alle infrastrutture energetiche che renderebbero possibili tali cure. La resilienza richiede un esame della fragilità e carenze dei nostri sistemi economici, che hanno lasciato molti indietro a causa della grave crisi economica e la recessione e ha reso i poveri ancora più vulnerabili”.

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