Bollettino vaccini covid oggi 28 maggio/ 137.7 milioni di dosi somministrate

- Davide Giancristofaro Alberti

Bollettino vaccini covid oggi 28 maggio 2022: facciamo il punto sulla campagna vaccinale in Italia. Le quarte dosi giunte a quota 670.492

usa quarta dose vaccini lombardia
(LaPresse)

Ecco il consueto aggiornamento sulla campagna vaccinale di massa, il bollettino vaccini covid relativo alla giornata di oggi, sabato 28 maggio 2022. Si sta per chiudere una nuova settimana sulla falsa riga di quella precedente per quanto riguarda le inoculazioni, visto che i dati continuano a crescere in maniera molto lenta, e le dosi totali somministrate si sono portate a quota 137.7 milioni, circa 50mila in più rispetto a quelle comunicate nel bollettino vaccini covid di ieri.

Le quarte dosi sono giunte in totale a quota 670.492, mentre le terze dosi sono sempre ferme a quota 39.5 milioni, pari all’82.95 per cento del totale della popolazione vaccinabile. Fermi anche gli italiani immunizzati e quelli con almeno una dose, rispettivamente a quota 48.6 milioni e 49.3 milioni, infine, sempre ferme anche i dati relativi alle dosi consegnate in Italia, leggasi 141.8 milioni da quando è partita la campagna di vaccinazione, il 27 dicembre di due anni fa.

BOLLETTINO VACCINI COVID OGGI 28 MAGGIO: L’APPELLO DEL MINISTRO SPERANZA

Alla luce dei vaccini che continuano a non esplodere, il ministro della salute, Roberto Speranza, è tornato ad appellarsi alla popolazione che ancora non si è sottoposta a vaccinazione nonostante sia consigliabile farlo.

A riguardo l’esponente di LeU, come si legge sull’edizione online di Sky Tg24 ha spiegato: “I dati” epidemiologici del Covid-19 “sono sicuramente migliorati nelle ultime settimane, e questo è sicuramente un fatto molto positivo, ma dobbiamo continuare a proteggere i più fragili: i numeri ci dicono che ci sono ancora persone che perdono la vita e sono soprattutto i più anziani e le persone con particolari fragilità. Quindi il mio appello continua ad essere a queste persone, a chi ha più di 80 anni, a chi vive in una Rsa, alle persone tra i 60 e i 79 anni con particolari fragilità di non aspettare, e di fare il secondo richiamo” del vaccino “perché è necessario essere più protetti”.







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