Bologna, stanza della rabbia per bambini/ “Si sono subito lasciati andare e…”

- Silvana Palazzo

Bologna, debutta stanza della rabbia per bambini: lo spazio per minori tra 5 e 9 anni. Le proprietarie hanno consultato psicoterapeuti e hanno raccontato come sta andando

Asilo
Asilo (Pixabay, 2018)

Nell’autunno del 2018 a Bologna è arrivata la prima “rage room”, una stanza della rabbia per far sfogare gli adulti che hanno frustrazioni da sfogare senza nuocere a nessuno. Ora le due proprietarie, Sissi e Sonia, hanno deciso di fare lo stesso per i bambini tra i 5 e i 9 anni. Cambiano gli arredi e gli oggetti da rompere, infatti ci sono tappeti morbidi, peluche e palloncini pieni di vernice, oltre a libri vecchi, scatoloni e bottiglie di plastica. Insomma, tutto è ovviamente più soft, ma non cambia il principio. Si può fare qualcosa di “proibito” in un ambiente protetto. Prima di aprire la “rage room” hanno consultato degli psicoterapeuti. «La rabbia fa parte dell’essere umano, fin dalla più tenera età», ha spiegato Sissi, come riportato dal Corriere della Sera. E quindi, dopo aver sentito gli esperti, hanno deciso di debuttare anche con la stanza della rabbia versione “baby”. I piccoli possono entrare anche con i genitori o a gruppi di tre, affinché «questo possa diventare anche un momento giocoso».

BOLOGNA, DEBUTTA STANZA DELLA RABBIA PER BAMBINI

Se gli adulti possono sfogarsi in solitudine, la stanza della rabbia per i bambini invece prevede che i piccoli siano in compagnia. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, è aperta a Bologna da quasi una settimana e già ci sono stati piccoli visitatori, tutti attorno ai 9 anni. «La prima volta che abbiamo detto loro che potevano urlare liberamente erano un po’ spaesati, ma già dalla seconda volta si sono lasciati andare. Qualcuno è entrato con un paio di amici, qualcuno da solo», ha raccontato Sissi. Ma i bambini hanno capito subito come funziona e quindi non avendo nessuno che li disturba si sono calati subito nel progetto. La stanza della rabbia versione baby è piena di colori e oggetti, questo dà un senso di sicurezza ai bambini, che così si sentono a proprio agio. Non è escluso che le due proprietarie decidano di aprirsi a collaborazioni con soggetti che lavorano sull’infanzia. Di sicuro è una zona franca dove i bambini possono esternare quello che altrimenti non riescono ad esprimere.



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