Bonus 150 e 200 euro/ Che differenze ci sono tra i due sostegni

- Maria Melania Barone

Bonus 150 e 200 euro, che differenze ci sono tra i due contributi messi in campo dal governo attraverso due differenti decreti aiuti? Ecco una disamina.

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La grave recessione seguita all’incremento dell’inflazione che ha colpito i paesi occidentali, già dal 2021 interessati all’incremento del prezzo delle materie prime, sia energetiche che alimentari e dei beni di prima necessità, ha indotto il governo draghi a varare una serie di misure a supporto del reddito. Tra queste misure rientra il bonus 200 euro e il bonus 150 euro. In molti fanno confusione perché ritengono che i due contributi siano sovrapponibili, in realtà esistono enormi differenze tra questi punto vediamo quali sono.

Bonus 200 euro e 150 euro: le differenze tra i due contributi

Il decreto aiuti nel maggio scorso ha introdotto il bonus 200 euro che doveva servire a far fronte all’incremento della spesa delle famiglie che avrebbero sborsato circa 2.400 euro in più rispetto al 2021 secondo le proiezioni di marzo 2022. Poi l’inflazione è andata incrementando e il caro prezzi ha continuato a peggiorare, a ciò si è aggiunto anche il caro bollette che ha visto decuplicare la spesa relativa all’energia elettrica di famiglie e imprese: in molti hanno deciso di chiudere, altri invece hanno deciso di adottare la cassa integrazione a ore per tenere spenti i macchinari così da risparmiare sulla bolletta.

Per questo motivo il contributo di 200 euro è quello di 150 euro voluti rispettivamente dal decreto aiuti e dal decreto aiuti terra di settembre sono serviti a far fronte a questa gravissima situazione. Tuttavia tra i due bonus esistono delle differenze sostanziali. Il bonus di 200 euro è destinato a coloro che hanno un reddito inferiore a 35000 euro, invece il bonus di 150  euro è destinato a coloro che hanno un reddito inferiore a 20.000 euro lordi nel 2021.

Bonus 200 euro e 150 euro: a chi spetta

Inoltre se il bonus di 200 euro è destinato agli autonomi occasionali senza partita IVA, quello di 150 euro è destinato invece agli autonomi provvisti di partita IVA con reddito inferiore a 20.000 euro lordi. Il bonus di 200 euro inoltre è destinato anche a colf e badanti e al lavoratori stagionali a tempo determinato e intermittenti mentre quello di €150 è destinato a chi percepisce l’indennità di disoccupazione agricola dottorandi e assegnisti oltre che titolari del reddito di cittadinanza.
Il bonus di 150 euro inoltre è destinato anche ai percettori dell’assegno sociale oltre che alla pensione e ai trattamenti pensionistici concernenti l’invalidità civile o di pensione di accompagnamento.







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