Borghi “Governo? Camerieri di Macron”/ “Zerbini della Francia, serve uscire dall’Euro

- Niccolò Magnani

Claudio Borghi (Lega) attacca il Governo Conte-bis: “zerbini della Francia e camerieri di Macron. Bisognava uscire dall’Euro, però…”

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Claudio Borghi Aquilini (Lapresse)

Che Claudio Borghi sia uno dei personaggi più “complottisti” e “istrionici” della politica italiana non lo si scopre certo in questa ultima intervista rilasciata a “La Verità”, ma è certo che con il Governo Conte-bis nato da pochi giorni (oggi il giuramento dei Sottosegretari, ndr) il lato polemico e anti-sistema del senatore della Lega riesplode come non mai. «Questa è quella che in economia aziendale chiamano “bad company”», attacca subito Borghi i nuovi Sottosegretari di Pd-M5s-LeU, «Se le cose si metteranno male, saranno un perfetto capro espiatorio da consegnare alla storia. A staccare la spina sarà Matteo Renzi, che nel frattempo avrà preso tempo per riorganizzarsi. Ha sfruttato l’ attaccamento alla sedia dei 5 stelle: alcuni prendevano 5.000 euro all’ anno, un po’ li capisco». Ha “belle” parole da dedicare anche al nuovo Ministro dell’Economia Gualtieri – «L’ ho sempre considerato uno zerbino dell’Europa, uno dei più sdraiati. E gliel’ ho anche detto in faccia» – e in generale al rapporto che vi sarà tra Conte e la nuova Europa di Von der Leyen «il cambio di governo in Italia è il risultato di una grande manovra politica a livello europeo che aveva come unico scopo quello di far fuori i sovranisti. Ci avevano provato già nell’estate 2018 usando lo spread, esattamente come erano riusciti a fare con Silvio Berlusconi».

CLAUDIO BORGHI AL VELENO CONTRO IL GOVERNO

In merito ai rapporti con la Francia, le accuse mosse da Claudio Borghi contro il Governo e il Pd si fanno poi assai più gravi e precise: «Qualcuno viene comprato, qualcun altro si offre spontaneamente. Ho un sistema semplice per tracciare gli italiani al servizio della Francia: andate a vedere la lista dei politici che hanno ricevuto la Legion d’ Onore francese (e i nomi sono Massimo D’ Alema, Piero Fassino, Dario Franceschini, Enrico Letta, Walter Veltroni e Roberta Pinotti, ndr)». Il “metodo” Borghi stana alcuni esponenti del Pd che collaborerebbero ben volentieri con la Francia di Macron, «È proprio il comparto della Difesa quello che mi preoccupa di più. I francesi torneranno all’ attacco». Non lo ha mai nascosto, ma la vera ricetta del senatore-economista è quella di uscire dall’Euro: «nel contratto di governo l’ uscita dall’ euro non c’ è mai stata. Eppure i burocrati, Draghi compreso, non parlavano d’ altro. Volevano deliberatamente creare allarme intorno al governo italiano», poi però ammette ancora a La Verità «Sono convinto che finché l’ Italia non avrà sovranità monetaria saremo un paese schiavo. Ma ho sempre aggiunto che l’ euro va archiviato con un accordo più ampio possibile, che al momento è fuori dall’orizzonte. Le decisioni unilaterali non funzionano, e la Brexit lo dimostra». Da “camerieri di Parigi” a “zerbini di Macron”, il problema resta la Francia e il nuovo Governo che secondo la Lega vive in totale simbiosi con gli ambienti buoni di Parigi e Bruxelles: un Borghi scatenato, non c’è che dire, in attesa che qualche possibile replica accesa possa giungere dai diretti interessati delle invettive del Presidente di Commissione Bilancio alla Camera.



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