BORSE & MERCATI/ Il dubbio sulle materie prime (con una speranza per l’inflazione)

- Stefano Masa

Il mese in corso sembra essere orientato a una ritrovata positività sulle principali asset class. Restano invece alcuni dubbi sul versante delle commodities

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Continuano i rialzi sui principali listini azionari internazionali che, insieme alla contrapposta componente obbligazionaria governativa, vedono archiviare la terza ottava consecutiva in territorio positivo. Unico saldo negativo, invece, quello riconducibile alle materie prime dove la flessione legata all’andamento del petrolio ha compromesso l’intera performance weekly del benchmark di riferimento CRB Index. Agosto ha iniziato bene il proprio cammino estivo e non sembra prematuro affermare come si possa assistere nelle prossime sedute a un ulteriore allungo. Qualora quest’ultima ipotesi fosse confermata, una plausibile rotazione di portafoglio potrebbe – di fatto – prendere forma in vista di settembre e ancor più in ottica dell’ultimo trimestre dell’anno. 

A beneficiare di un ritrovato ottimismo è sicuramente l’asset class obbligazionaria che, rispetto ai minimi fatti registrare a giugno, ha evidenziato un incremento di oltre cinque punti percentuali (rif. massimo settimanale).

Il consueto JPM GBI Gl. Usd gravita oltre la soglia psicologica dei 500 punti e, nel brevissimo termine, potrebbe registrare un ripiegamento con primo target a quota 505,02. Di particolare importanza la tenuta di quest’ultimo livello poiché, in caso di mancato supporto, le quotazioni potrebbero capitolare fino all’obiettivo posto in corrispondenza di soglia 499,81 punti. In tale circostanza appare difficile ipotizzare un ritorno dei corsi oltre area 500 e, coerentemente ai target mensili, la successiva proiezione ribassista troverebbe la direzione verso quota 494,69 punti (target 1) quale primaria destinazione. Scenario positivo, invece, qualora il livello dei prezzi dovesse oltrepassare 511,40 con primo traguardo rialzista a 515,35 punti (target 2). 

Per l’asset class azionaria, l’indice MSCI World Usd, vede nel brevissimo periodo un immediato approdo a 2.792,22 punti. Qualora dovessimo osservare un suo deciso superamento attraverso una seduta caratterizzata da una rivalutazione daily di oltre l’1,31%, i rispettivi obiettivi rialzisti mensili troverebbero un pressoché certo conseguimento. Unica debolezza strutturale di fondo viene individuata mediante la violazione di area 2.701,33 che, inevitabilmente, comporterebbe una fase di alleggerimento complessivo con obiettivo a 2.570,79 punti.

Sui singoli listini, particolare attenzione viene posta sul solo paniere developed market e in particolare sull’area Pacific. Per tutti coloro che fossero interessati a un ingresso sul mercato, l’indice Nikkey 225 potrebbe beneficiare di un significativo impulso rialzista con interessanti ritorni su base monthly. 

Focalizzando l’analisi sui futures decennali, sia il Bund che il Btp, vedono una prima costruzione ribassista sul loro versante algoritmico in ambito leading indicators. Un’eventuale flessione può essere considerata del tutto fisiologica (tenuto conto della significativa rivalutazione dai minimi) e, pertanto, si rimane in attesa di quest’ultima ipotesi. Solo successivamente si potrà delineare un miglior quadro tecnico ai fini di una profittevole operatività. 

Sulle materie prime inizia a ripresentarsi una negatività di fondo che, già nelle scorse settimane, veniva riportata su queste pagine. Anche se potenzialmente prematuro, individuare – oggi – la realizzazione di nuovi minimi di anno, non appare una dinamica troppo pessimistica. 

In base alla attuali metriche, invece, il comparto che riceve maggiore consenso è solo quello dei metalli preziosi (gold e silver). Al momento, l’intero basket energy, sconta un significativo eccesso di volatilità che non permette una analisi operativa caratterizzata da un rapporto rischio/rendimento attesi sostenibile soprattutto nel brevissimo termine. In tali circostanze è sempre opportuno attendere un consolidamento delle quotazioni al fine di evitare (numerosi) falsi segnali. 

Sul forex, l’andamento delle recenti settimane, non convince soprattutto sull’immediato destino dei cross Eur/Usd e Gbp/Usd.

Nonostante l’impianto grafico e algoritmico riportino uno status neutrale non stupirebbe assistere a un veloce ripiegamento in chiave mensile. Rispetto alle quotazioni, quest’ultimo scenario, non evidenzia (ancora) elementi oggettivi a supporto di tale scelta, ma, con il trascorrere delle prossime giornate, si potrà confermare (o meno) tale opzione. Se ne consiglia, pertanto, un attento monitoraggio daily. 

Come già riportato il mese in corso sembra essere orientato a una ritrovata positività sulle principali asset class. Restano invece alcuni dubbi sul versante delle commodities che, in assenza di un veloce recupero (soprattutto da parte del comparto energy), potrebbero registrare nuove flessioni. A seguito di quest’ultima ipotesi, e nonostante le eventuali perdite sui singoli sottostanti, la nota positiva strettamente correlata vedrebbe un verosimile ridimensionamento dei livelli di inflazione in ottica futura ovvero: una vera e propria boccata d’aria fresca in questo torrido clima estivo.

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