Manovra 2022, ok bozza in Cdm/ Documento Bilancio: Quota 102, Superbonus, Rdc

- Niccolò Magnani

Documento Programmatico di Bilancio approvato in Cdm: la “bozza” della Manovra da 23 miliardi (8 per taglio tasse). I temi: Quota 102, Reddito di Cittadinanza, delega fisco, Superbonus

sondaggi politici quirinale
Mario Draghi e Daniele Franco in Cabina di regia (LaPresse)

QUOTA 102 E SUPERBONUS: CDM APPROVA IL DOCUMENTO DI BILANCIO

Il Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi ha approvato all’unanimità il nuovo Documento Programmatico di Bilancio: in attesa del testo definitivo, proseguono le indiscrezioni sui contenuti della prossima Manovra 2022, specie su pensioni e Reddito di Cittadinanza. Quota 102 nel 2022 e progressiva quota 104 nel 2023, è questa l’ultima proposta avanzata dai tecnici del MEF per il quale i Ministri della Lega nutrono ancora forti perplessità.

Sul Reddito di Cittadinanza invece sarebbe di circa 1 miliardo in più il rifinanziamento in adozione per il prossimo anno, con la spesa totale che sale a 8,8 miliardi in Manovra): la medesima somma è stata prevista anche per il 2023. Sale il finanziamento ma vengono anche previsti correttivi per migliorare un sistema ancora controverso: si coinvolgeranno anche aziende private per le politiche attive del lavoro, semplificando poi l’accesso agli sgravi per quelle che assumono chi percepisce il Reddito. Verrà creato un fondo di 1 miliardo di euro contro il rincaro delle bollette, legato stretto con i costi della transizione: il fondo in Manovra verrà utilizzato con un decreto ad hoc entro fine anno contro i rincari dell’energia. Infine, viene prevista una proroga fino al 2023 per il Superbonus 110% e per altri bonus per l’edilizia, escluso il bonus facciate che viene assorbito dagli ulteriori sconti in arrivo con la Finanziaria.

CONGELATO IL TEMA DELLE PENSIONI

Tra le altre novità che emergono dal Dpb approvato in Consiglio dei Ministri, viene “congelato” per il momento il nodo pensioni: «Visto che nel Documento programmatico di bilancio ci sono solo macro-voci» – spiegano all’Adnkronos fonti di governo al Cdm – «ogni decisione sul superamento della riforma delle pensioni del primo governo Conte può essere rinviata». Draghi e Franco hanno poi spiegato agli altri Ministri che l’intero Governo si trova allineato «sul rifinanziamento del reddito di cittadinanza e sul superbonus».

Il Ministro MISE Giancarlo Giorgetti al termine del Cdm ha dichiarato: «Sulle pensioni ci sono diverse ipotesi in ballo, ma questa sera nessuna decisione su quota 100 è stata presa, così come chiesto dai ministri della Lega. Nei prossimi giorni si decideranno modalità e tempi delle modifiche del sistema pensionistico. Escludo qualsiasi ritorno alla legge Fornero». A stretto giro parla anche il leader della Lega Matteo Salvini, «Lavori in corso su Reddito Cittadinanza e pensioni, Lega è impegnata per tutelare i lavoratori precoci e quelli delle piccole e medie imprese del commercio e dell’artigianato. Soddisfazione per 7mld di taglio tasse e per difesa impianto delle pensioni: nessun ritorno a Fornero».

CABINA DI REGIA: TUTTE LE ANTICIPAZIONI SULLA MANOVRA

Emergono diversi dettagli dalla Cabina di regia tenutasi stamani a Palazzo Chigi sul prossimo Documento Programmatico di Bilancio: 23 miliardi dovrebbe essere il costo totale della prossima Manovra, così come emerso dalla riunione durata oltre un’ora e mezza a Palazzo Chigi con il Ministro Franco, il sottosegretario Garofoli e i capidelegazione di M5s, Pd, Lega, LeU, Iv e Forza Italia (con i responsabili economici di ciascun partito).

«Alla prossima manovra saranno destinate risorse pari all’1,2% di Pil e il valore si aggirerà intorno ai 23 miliardi», si legge nelle anticipazioni della bozza Dpb in mano all’ANSA. «8 miliardi dovrebbero essere stanziati in legge di bilancio per il taglio delle tasse», anche se il Centrodestra con i renziani spingono per alzare il costo fino a 10 miliardi complessivi per la sforbiciata sulle imposte. «Stiamo lavorando per ridurre le tasse. A fronte di 22 miliardi disponibili è inconcepibile pensare di stanziare meno di 10 miliardi al taglio delle tasse» ribadisce Luigi Marattin (Italia Viva) prima del Cdm convocato oggi pomeriggio alle ore 16.30. «È necessario pensare alle prossime generazioni, in aggiunta a quanto già previsto nel Pnrr, investendo in istruzione, formazione e lavoro. Così come, per completare il piano previsto dal family act, si dovrà incentivare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro oltre che l’occupazione femminile», conclude il comunicato dei renziani. «Il reddito di cittadinanza di certo non si cancella, anzi viene rifinanziato e cambiato in meglio», è invece l’intervento sui social del Presidente M5s Giuseppe Conte, «noi ci stiamo battendo per mettere più soldi in tasca ai lavoratori intervenendo sul cuneo fiscale». Replica la Ministra Elena Bonetti (Iv), «L’impianto della manovra è ottimo, con tante scelte pro crescita. Ma se ci sono soldi al Reddito, è giusto tagliare le tasse».

LO “SCHELETRO” DELLA MANOVRA ARRIVA IN CDM

Inizia oggi il primo iter formale per la presentazione della Manovra di Bilancio 2022: alle 9.30 è in programma la Cabina di regia politica a Palazzo Chigi con il Premier Mario Draghi presente per fare il punto su legge delega fiscale e, sciolti tutti i nodi, si auspica di cominciare il confronto sul Documento Programmatico di Bilancio.

Si tratta in poche parole dello “scheletro” della Legge di Bilancio, con l’obiettivo di approvarlo in Consiglio dei Ministri già questo pomeriggio alle ore 16.30: secondo diverse fonti di palazzo, resta alquanto improbabile che sul tavolo del Cdm arrivi il testo finale della Manovra, da esaminare invece in una successiva (e imminente) nuova riunione del Consiglio dei Ministri forse già entro la fine di questa settimana. Il Dpb è stato presentato negli scorsi giorni a Bruxelles mentre il testo effettivo della Manovra Economica 2022 dovrebbe giungere alle Camere il 20 ottobre prossimo per l’avvio ufficiale della sessione di bilancio: il costo complessivo dovrebbe aggirarsi attorno ai 24-25 miliardi di euro, secondo le ultime stime emerse dalle fitte riunioni tecniche al MEF in questi giorni convulsi tra appuntamenti elettorali, scontri politici e tensioni sociali.

DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI BILANCIO: TUTTI I TEMI

Tra i temi più scottanti all’interno della prossima Manovra targata Draghi-Franco vi è certamente la revisione del Reddito di Cittadinanza, il tema pensioni dopo la scadenza di Quota 100, il calo della cosiddetta “tampon tax” (gli assorbenti) e soprattutto la questione Iva, la delega sul fisco, il taglio del cuneo fiscale e l’intero scheletro delle spese da affrontare il prossimo anno con gli impegni del PNRR in arrivo.

Lo scontro maggiore, già iniziato nell’ultimo Cdm, riguarda però il Reddito di Cittadinanza con Lega, Forza Italia e Italia Viva che promettono “battaglia” contro la misura di bandiera del M5s. Si va verso una diminuzione della spesa (costata quest’anno quasi 8,4 miliardi di euro, ndr) e la revisione dei paletti per l’accesso all’assegno: l’obiettivo è quello di rafforzare le politiche attive per il lavoro, elemento tra i più insufficienti nel RdC finora, ma anche «snellimento della platea e una redistribuzione del beneficio», riporta il “Sole 24 ore”. Importante sarà l’esito della commissione di esperti voluta dal Ministro Orlando e presieduta dalla professoressa Chiara Saraceno, che a giorni diramerà un report per esporre le criticità e le possibili zone di intervento sul Reddito di Cittadinanza.

Per il tema pensioni, la sostituzione di Quota 100 potrebbe avvenire con margine più “soft” e una fase di transizione di almeno 2 anni: in sostanza, una “Quota 102” per poter accompagnare il superamento della precedente legge Lega-M5s evitando così il tanto temuto “scalone” per i pensionati. Si tratta di un range tra 62 e 64 anni accompagnato dalla quota di contributi inferiori ai 38 previsti da quota 100: ma su questa “Quota 102” – proposta avanzata dal MEF e dal Ministero del Lavoro – Salvini al momento non sembra molto convinto, e neanche il Pd in quanto vorrebbe un meccanismo più selettivo con l’ampliamento di ulteriori 92 lavori usuranti con il permesso di pensione anticipata (proposta della commissione Damiano).

Infine tra i capitoli centrali della prossima Manovra potrebbe trovare spazio il taglio del cuneo fiscale con l’anticipo degli interventi fiscali previsti dalla legge delega (non tutti, ndr), la riforma degli ammortizzatori, il taglio dell’Iva sugli assorbenti (tampon tax) dal 22% attuale al 4% come già accade per i prodotti biodegradabili.

© RIPRODUZIONE RISERVATA