Bruno Vespa e l’intervista a Lucia Panigalli/ “Polemiche? Sono stato criminalizzato”

- Silvana Palazzo

Bruno Vespa e le polemiche per l’intervista a Lucia Panigalli, vittima di tentato femminicidio. Fnsi e Usigrai contro il giornalista. “Sono stato criminalizzato”, si difende lui

vespa panigalli portaaporta
Lucia Panigalli da Bruno Vespa a "Porta a Porta"

Bruno Vespa si è detto «sorpreso e indignato» per la polemica innescata dalla sua intervista a Lucia Panigalli, sopravvissuta nel 2010 ad un tentativo di femminicidio da parte di un uomo con cui aveva avuto una frequentazione. «È gravissimo che si voglia estrapolare una frase da un dialogo complessivo di grande solidarietà e rispetto. La risposta migliore a queste calunnie sono i ringraziamenti che abbiamo ricevuto dalla signora e dal suo avvocato», ha aggiunto il conduttore e giornalista. In effetti l’avvocato della donna, Giacomo Forlani, ha dichiarato che da parte di Bruno Vespa c’è stata «sensibilità», ma ha anche ammesso che ha chiesto scusa per la frase su cui si sono concentrate le polemiche. «Credo sia la prima volta in assoluto che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall’avvocato della sua presunta vittima». (agg. di Silvana Palazzo)

ODG SU BRUNO VESPA “PROCEDIMENTO DISCIPLINARE”

Non si placano le polemiche sull’intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli, donna vittima di tentato femminicidio. «Inaccettabile»: questo il commento della Commissione pari opportunità dell’Ordine nazionale dei giornalisti, che ha annunciato l’apertura di un processo disciplinare nei confronti del conduttore di Porta a Porta su denuncia di una privata cittadina, rivolta direttamente al consiglio di disciplina territoriale del Lazio. La Commissione ha evidenziato di deplorare «i contenuti, i toni e il linguaggio utilizzati dalla trasmissione», accendendo i riflettori sul «comportamento ambiguo e scorretto nei confronti di una donna già vittima di violenza». Ma non solo: alla Rai è chiesta «una maggiore attenzione nella verifica delle trasmissioni dal contenuto particolarmente sensibile come questo». Il giornalista è inoltre finito nel mirino di Fnsi e Usigrai: «Non è nuovo Vespa a questo tipo di interviste, che si trasformano in interrogatori alle donne invece che in occasioni per raccontare e approfondire un fenomeno strutturale come quello della violenza», si legge in una nota congiunta. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“BRUNO VESPA SMINUISCE VIOLENZA SULLE DONNE”

È polemica per l’intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli a “Porta a Porta”. Sopravvissuta ad un tentativo di femminicidio da parte del suo ex, la donna è costretta a vivere sotto scorta mentre lui è libero. Ha quindi ripercorso il suo calvario, ma Bruno Vespa sbaglia il tono dei commenti e i social non glielo perdonano. Dice: «Se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa». E poi rincara la dose: «È fortunata, perché è sopravvissuta, tante donne vengono uccise». Parole che vengono intese come se l’aggressore si fosse voluto fermare in tempo. Ma invece dal racconto della donna si evince che l’omicidio non c’è stato perché lei è riuscita a scappare. Era il 16 maggio 2010. Lucia venne aggredita vicino casa da un uomo a volto coperto. Fu presa a calci e pugni in viso, poi lui provò ad accoltellarla sussurrandole due parole: «Ti uccido». Per il giudice si è trattato di tentato omicidio, quindi l’ex Mauro Fabbri è stato condannato a 8 anni e mezzo di carcere, poi ridotti per buona condotta.

BRUNO VESPA, BUFERA PER INTERVISTA A LUCIA PANIGALLI. MA LUI…

L’aggressore di Lucia Panigalli non si pente, anzi commissiona il suo omicidio a un sicario bulgaro. Quest’ultimo denuncia tutto, ma Mauro Fabbri non risulta punibile perché l’articolo 115 del Codice penale dice che le intenzioni, se restano tali, non sono perseguibili. Ora è libero, mentre lei vive con la costante paura di essere uccisa. «La mia vita non è più vita, è come vivere con un cancro, in attesa di morire». Sui social dunque è scoppiato il caso. «Il tono dell’intervistatore tra risolini, negazioni, battutine è semplicemente intollerabile. Questo non è giornalismo, questa è spazzatura», scrive l’associazione Non Una Di Meno. La segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, attacca: «Mi vergogno profondamente che non siano stati ancora presi provvedimenti per questa intervista indegna. Vespa ha offeso tutte le donne vittime di violenza, che vivono in un paese misogino, sessista e patriarcale». Bruno Vespa però si è difeso dalle accuse. «È gravissimo che si voglia estrapolare una frase da un dialogo complessivo di grande solidarietà e rispetto». E la Rai ha fatto sapere che l’avvocato della signora «ha ringraziato Bruno Vespa per la sensibilità mostrata nei confronti di un caso umano». D’altra parte «la frase su cui si sono concentrate le speculazioni, per le quali si è immediatamente scusato, è frutto di un’affermazione assolutamente involontaria, pronunciata nel contesto di una serata dedicata alla difesa delle donne».



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