BRUNORI SAS/ “Da piccolo mi dicevano: ‘Nun fa ’u filosofo!’” (La musica che gira)

- Rossella Pastore

Brunori Sas ospite de La musica che gira intorno: il cantautore parla delle sue origini calabresi e confessa di aver fatto ritorno nella sua terra natia.

Il cantautore Brunori Sas
Il cantautore Brunori Sas

C’è anche Brunori Sas, tra gli ospiti della seconda puntata de La musica che gira intorno, il nuovo programma condotto da Fiorella Mannoia in onda oggi, in prima serata, su Rai1. Brunori – all’anagrafe Dario Brunori – è sempre stato un cantautore fuori dalle righe, o meglio un ‘cantante’ fuori dalle righe, dal momento che il genere cantautorale è un’oligarchia di cui lui fa parte in cui la novità e la stravaganza sono all’ordine del giorno. Per quanto riguarda il mondo della musica in generale, invece, si può dire che Dario riesca a distinguersi e a emergere in maniera più preminente, viste le sue velleità artistiche e peculiarità che abbracciano in qualche modo anche la sua vita privata.

A partire dalle origini: “I miei erano pragmatici e la carriera di chitarrista, quella che volevo intraprendere, era il manifesto della precarietà”, racconta, in un’intervista a Vanity Fair del 2020. La sua storia comincia da molto lontano, in Calabria, la terra in cui è nato e cresciuto e in cui ha fatto ritorno proprio ultimamente, dopo essersi laureato. Prosegue: “Non essendo in grado, per carattere, di far prevalere il mio desiderio in maniera violenta feci un compromesso: ‘Vado a studiare, mi laureo e poi vediamo cosa succede’. In fondo sono sempre stato un bravo mediatore: Economia e Commercio però si rivelò una sofferenza dalla quale venni fuori con molta fatica e una tesi mignon, la più breve, credo, della storia dell’università italiana”.

Brunori Sas racconta la sua infanzia

Nonostante il successo soltanto parziale negli studi, Brunori Sas ha saputo farsi notare per via della sua arguzia e intelligenza espressa non soltanto nei brani, ma in tutte le circostanze della sua vita. L’ha aiutato molto crescere in un contesto familiare stimolante e per nulla ristretto, nonostante il fatto che la realtà calabra sia in certi casi sacrificata e frustrante. “A casa nostra il calabrese non esisteva”, ricorda Dario. “Si parlava in italiano. Al paese quando non mi esprimevo in dialetto mi dicevano: ‘Brunori, nun fa tanto ’u filosofo’ che comunque, come concetto, non mi dispiaceva. Era come dire: ‘non ti mettere dalla parte dei professori, resta al di là della cattedra, non darti un tono’”.

Brunori Sas: andata e ritorno dalla Calabria

In Calabria, alla fine, Brunori Sas ci è tornato. La sua casa si trova precisamente a San Fili, un paesino di tremila abitanti, il posto in cui crede resterà per sempre: “Mi dà la giusta serenità per concentrarmi”, spiega. “Lo conosco, ci sono cresciuto e mi appartiene, così come mi appartiene una certa abitudine alla noia. Penso che nel mio percorso, annoiarmi mi abbia aiutato tantissimo. Se fossi cresciuto a Milano, probabilmente, non avrei mai fatto il musicista”. Dice questo per due motivi. Il primo, le distrazioni: a Milano sono potenzialmente di più. Il secondo, la competizione: dalle sue parti, di fatto, si sente stimolato, se non altro perché è l’unico a fare questo mestiere.

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