Bud Spencer scambiato per narcotrafficante/ L’aneddoto del figlio: “Comprò pista di atterraggio e l’FBI…”

- Jacopo D'Antuono

In una intervista al Corriere della Sera, il figlio di Bud Spencer offre un ritratto inedito del padre, condividendo aneddoti curiosi...

Bud Spencer 640x300 Bud Spencer (Foto: web)

Bud Spencer, i ricordi più belli del figlio Giuseppe Pedersoli: “Era la persona meno severa al mondo e poi…”

Giuseppe Pedersoli, sceneggiatore e produttore tv, condivide preziosi ricordi e aneddoti legati all’amato padre Bud Spencer in una intervista rilasciata di recente al Corriere della Sera. Giuseppe ricorda affettuosamente il lato più leggero e giocoso di suo papà, svelando al grande pubblico aspetti caratteriali che spesso possono sfuggire. “Papà era la persona meno severa al mondo”, sottolinea il figlio di Bud Spencer, aggiungendo che le avventure con suo padre spesso consistevano in gite in luoghi insoliti, come l’aeroporto dell’Urbe o la scuola di aviazione di Foligno, anziché nella routine della scuola.

Tra gli aneddoti divertenti, Giuseppe Pedersoli ricorda il momento in cui suo padre venne a conoscenza del suo impegno nel nuoto, rispondendo con il suo tipico spirito scherzoso: “Non se ne parla, Peppotto, sarebbe un’ammazzata”. Descrive l’uomo come un gigante dal fascino unico, con una stazza di “un metro e 92 per 120 chili, poi saliti a 165”.

Quando l’FBI scambiò Bud Spencer per un narcotrafficante

Nonostante la sua imponente figura, Bud Spencer aveva una leggerezza atletica sorprendente, camminando e ballando con grazia, addirittura partecipando a un ballo con Raffaella Carrà. Suo figlio Giuseppe rivela anche l’aspetto imprenditoriale di suo padre, che spesso si traduceva in imprese audaci, alcune delle quali si trasformavano in catastrofi economiche.

Durante la realizzazione di “Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre”, Bud Spencer acquistò una pista di atterraggio ad Atlanta con l’idea di costruire aerei. Tuttavia, questa impresa non passò inosservata agli occhi dell’FBI, che lo scambiò per un narcotrafficante. Evitò l’arresto, ma subì la confisca di tutto il suo investimento. “Un giorno si presentarono due tizi vestiti di nero, con cravatte nere, chiaramente due agenti dell’FBI. Lo avevano preso per un narcotrafficante. Evitò l’arresto ma gli confiscarono tutto”, ha raccontato il figlio.







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