Byoblu bloccato da Youtube per una settimana/ Bufera su un servizio sui vaccini

- Mirko Bompiani

Youtube ha limitato per una settimana l’account di Byoblu e scoppia la protesta: durissimo il fondatore Claudio Messora.

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Immagini repertorio (LaPresse, 2018)

Caso Byoblu: bufera sui social network. Nelle ultime ore sul web si è parlato a lungo della mossa di Youtube di bloccare per una settimana l’account del video blog fondato da Claudio Messora, su tutte le furie per la decisione della piattaforma. La conferma della limitazione è arrivata proprio da Messora attraverso un post pubblicato da Messora: a suo avviso, questa sarebbe una mossa propedeutica prima della sospensione definitiva.

Ricordiamo che Byoblu già a maggio era finito nella blacklist di Newsguard a causa di una serie di servizi legati all’emergenza coronavirus. Al momento non sono stati cancellati video e interventi, ma un dato è chiaro: il blocco è scattato dopo la pubblicazione di un servizio a proposito del vaccino anti-Covid.

BYOBLU BLOCCATO DA YOUTUBE PER UNA SETTIMANA

In base a quanto ricostruito nelle ultime ore, la sanzione di Youtube sarebbe legata al video in cui si metteva in dubbio l’efficacia del vaccino Pfizer contro il coronavirus: nel servizio viene ripreso un editoriale presente sul British Medical Journal in cui Peter Doshi riportava le sue perplessità sul farmaco (l’efficacia oscillerebbe tra il 19 ed il 29 per cento).

Su Facebook, il fondatore di Byoblu ha attaccato: «Siamo una testata giornalistica regolarmente registrata in tribunale. Siamo una televisione che trasmette sul digitale terrestre, con le concessioni governative in regola. Siamo tutelati dalla Costituzione e vi sono organismi istituzionali (nazionali) deputati a vigilare su come viene esercitata la libertà di stampa nel nostro Paese: siamo registrati al ROC e sottoposti all’Agcom. Abbiamo un direttore responsabile che risponde all’Ordine dei Giornalisti oltreché alla legge. Non accettiamo che nessuno, al di fuori delle istituzioni italiane, attraverso gli organismi preposti, e all’infuori della magistratura che sono i soli organi che riconosciamo, possa sindacare su quanto viene detto dalla nostra redazione nel nostro telegiornale».



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