Cairo vs Blackstone: “non vendo il ‘Corriere’”/ “Intesa? Rcs dipende meno da banche”

- Niccolò Magnani

Urbano Cairo si dice sicuro dell’esito positivo sul caso Blackstone: “non vendo il Corriere, anzi ci espendiamo”. Caos Rcs, monito a Intesa: “dipendiamo meno dalle banche”

Cairo e Fontana
Rcs, Urbano Cairo e Luciano Fontana (LaPresse)

È tutt’altro che risolto il “caso Blackstone” per il patron del Torino e del 60% di Rcs Urbano Cairo: il palazzo di via Solferino a Milano – oggetto di contesa tra il gruppo che gestisce “Corriere della Sera”, “Gazzetta dello Sport”, “La7” e “Rizzoli” con il fondo americano Blackstone – preoccupa il consiglio di amministrazione di Rcs, con la disputa legale che potrebbe comportare un pagamento elevatissimo di danni già richiesti nell’ordine di 600 milioni di dollari. In attesa del verdetto del giudice di New York, Cairo a ”La Verità” rivela di non temere nulla per il futuro di Rcs, dicendosi certo della bontà della propria posizione.

«La società, acquisite le valutazioni aggiornate dei propri consulenti legali, ha ritenuto che non sussistano i presupposti per l’iscrizione di fondi rischi», recitava la nota del gruppo gestito da Urbano Cairo. L’assenza in Cda dei nomi importanti come Tronchetti Provera, Della Vale e Gaetano Miccicché, l’uomo di Intesa San Paolo nel consiglio – non preoccupa Cairo, il quale non ha accantonato neanche un euro per il possibile maxi pagamento danni: «perdere la causa? Lo escludo. Lo escludono i nostri legali, in America e in Italia. Abbiamo chiesto anche un parere terzo. La causa è infondata e non c’è la competenza territoriale. Rcs si è comportata correttamente e l’arbitrato ha riconosciuto, non solo che non c’è stata alcuna azione temeraria, ma anche che l’immobile valeva 33 milioni in più. Non ci sa- ranno problemi», spiega il Presidente di Rcs a Camilla Conti su “La Verità”.

IL PIANO DI CAIRO SUL FUTURO RCS

Il monito lanciato alla Banca di Carlo Messina è poi netto anche se non si tratta affatto di una “rottura” in Cda: «I rapporti con Intesa sono buoni, e se c’è comunque meno rapporto di prima è perché siamo finanziati pochissimo dalle banche, non ne abbiamo bisogno». La scommessa per il futuro è la medesima del presente, non calcolando come rischio la sentenza prossima all’arrivo dagli Usa: «il socio di controllo in Rcs rimarrà lo stesso». Il 60% rimane, anzi dal “Corriere” si potrà espandere ancora di più: ancora Cairo spiega di essere un compratore, non un venditore «di certo ci sono settori interessanti e non penso solo ai quotidiani ma anche al mondo del digitale, ai podcast. Intanto brindo a Rcs che continua a crescere con sempre meno debiti». Per il Presidente e ad di Rcs il prossimo futuro potrebbe essere un ulteriore aumento di introiti e successi nei vari ambiti della sua “controllata”: «Sono numeri che attestano importanti risultati di crescita dei ricavi e dei margini, oltre che di Rcs delle altre attività, in particolare, di La7. Ma sono particolarmente soddisfatto dell’ulteriore riduzione dell’indebitamento finanziario netto a circa 30 milioni, che conferma la nostra forte capacità di generazione di cassa».



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