ESCLUSIVA DERBY LAZIO ROMA/ Fanna: “Questa Lazio non è il mio Verona ma può giocarsela…”

- La Redazione

PIERINO FANNA indimenticabile bandiera del Verona dello scudetto traccia un parallelo tra i gialloblu e i laziali. Tra diversità e analogie...

reja_esulta_lazio_R400 Edy Reja (Foto: ANSA)

DERBY LAZIO ROMA – La Lazio di Reja è in testa al campionato italiano con quattro punti di vantaggio. In molti paragonano la formazione biancoceleste al Verona di Bagnoli che nel 1985 vinse lo Scudetto a sorpresa mettendosi alle spalle squadre ben più blasonate. Per capire se il paragone è giusto e per sapere i motivi del “miracolo” sportivo di quel Verona abbiamo intervistato in esclusiva per ilSussidiario.net, Pietro Fanna, ex calciatore e protagonista di quella formazione.

Fanna, la Lazio in testa al campionato, in molti paragonano la squadre di Reja al Verona Campione d’Italia. Cosa ne pensa?

I paragoni spesso sono poco veritieri. Questa Lazio non può essere paragonata al Verona perchè noi eravamo una pronvinciale mentre le squadre delle grandi città in un modo o nell’altro riescono sempre a stare a ridosso delle solite tre Big. In quel Verona c’erano solo due stranieri e tanti italiani con una grande voglia di rivalsa.

Quale era il segreto di quel Verona?

Il gruppo è stata l’arma principale di quella squadra. C’erano giocatori che volevano dimostrare le loro qualità ed altri come me, Volpati, Di Gennaro, Marangon, scarti delle grandi squadre, che avevano una grande voglia di rivincita. Un giusto mix che è arrivato al successo grazie anche a un grande allenatore come Bagnoli.

Quando vi siete convinti di poter vincere lo Scudetto?

Negli ultimi tre mesi eravamo convinti di poter farcela, ma già a gennaio c’erano stati i primi segnali. Nella parte finale del campionato, quando sai di poter lottare, le forze si moltiplicano e dentro lo spogliatoio nasce la convinzione di poter arrivare al traguardo.

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In questa Lazio il giocatore simbolo è Hernanes, nel Verona chi era?

Quando si vince un campionato in quel modo non c’è un vero e proprio protagonista. La nostra forza è stata il collettivo, tutti quanti abbiamo dato il contributo giusto per vincere.

 

Nel calcio moderno si parla di moduli, 4-4-2, 3-4-3, quel Verona in che modo giocava?

Allora tutti questi numeri erano relativi, i giocatori giocavano nei ruoli più congeniali per loro e per il contesto tattico. Bagnoli ci insegnava che un giocatore andava inserito nel ruolo a lui più adatto per potersi esprimere al meglio.

 

La Lazio può vincere lo Scudetto?

Non so, però c’è qualche segnale di cambiamento, anche perchè le grandi squadre devono pensare anche alle coppe europee. La Lazio deve pensare partita dopo partita e cercare di approfittare di questa situazione.

 

Il Verona vinse lo scudetto del 1985, il Chievo in questi anni ha sorpreso tutti in Serie A. Verona sembra la città giusta per i "miracoli sportivi"…

Verona è una bella città dove un giocatore può lavorare tranquillamente e trovarsi a proprio agio. Il Chievo in questi anni ha dimostrato di poter lottare in Serie A giocando ad alti livelli, il mio Verona purtroppo è in un periodo abbastanza buio in una categoria dove purtroppo è difficile risalire se c’è mancanza di continuità a livello di progetto.

 

Nel calcio moderno potrà esserci un nuovo Verona?

Non penso, ci potranno essere società come l’attuale Chievo e l’Udinese con giocatori bravi, ma le grandi società, almeno finchè ci sarà questo regolamento, avranno sempre qualcosa in più.

 

(Claudio Ruggieri)





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