CALCIOMERCATO/ Milan, Abbiati vs Amelia: «Non temo la concorrenza»

- La Redazione

Il portiere rossonero parla della prossima stagione e del futuro

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Christian Abbiati

Christian Abbiati, portiere del Milan, parla del futuro prossimo e della stagione 2010-2011. Da più si parti si parla di una possibile “lite” fra il natio di Abbiategrasso e il neo-arrivato Amelia. Il diretto interessato risponde così, sulle pagine della Gazzetta dello Sport: «Se sono stato infastidito da certe voci di mercato e dall’arrivo di Amelia? Ormai ci sono abituato. Al Milan ogni anno è così, viene sempre fuori qualche nome. Negli ultimi anni si era parlato molto di Lloris e di Diego Lopez. Poi era arrivato Storari e stavolta ecco Amelia».

Si parla anche di Massimiliano Allegri, neo-tecnico sbarcato settimana scorsa a Milanello: «Cosa chiederò ad Allegri? Nulla. Io non sono un ruffiano né un paraculo: mi alleno e basta. Voglio essere il titolare del Milan: lavoro per quello e lo faccio intensamente, al 100%. Poi naturalmente sarà l’allenatore a decidere chi giocherà. Però sento parlare di una lotta tra me e Amelia e non sono d’accordo: c’è anche Roma, che fino a poco tempo fa era nel giro della Nazionale. Se stavolta mi aspetto di partire davanti agli altri? Io non ho mai ricevuto regali, ho sempre dovuto lottare per ogni cosa. Però non ho mai fatto polemiche e ho cercato di guadagnare tutto sul campo. Se ho già parlato col nuovo tecnico? Non ancora, sono molto curioso di conoscerlo. Matri è qui a Formentera e me ne ha parlato benissimo: dice che è un ottimo allenatore e una brava persona. Ho già parlato con Landucci, il suo preparatore dei portieri».

Un Abbiati con qualche rimpianto dopo l’infortunio di Buffon con la nazionale: «Ho cercato di non pensarci, però i miei amici continuavano a ripetermi che avrei potuto giocare io – commenta – innanzitutto mi dispiace per Gigi, che è un amico e resta il più bravo. Per quanto riguarda me, io avevo interrotto il mio rapporto con l’Italia quando c’era Donadoni: non volevo fare il terzo portiere, preferivo restare ad allenarmi piuttosto che partire per dieci giorni e andare in tribuna. Ma se Lippi in questi due anni mi avesse chiamato, io avrei risposto volentieri alla convocazione. Cosa faccio se Prandelli mi chiama in nazionale? Ci vado di corsa».

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