LETTERA/ Il “Travaglio” degli Europei

- La Redazione

Le polemiche seguite alla finale Europea non si sono ancora spente, soprattutto in casa-Italia. Ecco una lettera di un tifoso che mette in luce tante contraddizioni e dice: il re è nudo

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Cesare Prandelli, ex ct della nazionale italiana (Foto Infophoto)

Caro direttore,
Vorrei dire la mia da tifoso “bambino” che a proposito della finale degli Europei 2012 e i suoi risvolti giornalistici non può fare a meno di dire che “vede il re è nudo”:
1) La finale e stata falsata dai diversi tempi di recupero delle due squadre e dai trasferimenti organizzati dall’Uefa. Come spiegare altrimenti l’1-1 tra Spagna e Italia all’esordio iniziale con tanto di predominio italiano e il 4-0 patito in finale senza che ci fosse partita? Anche nei tornei aziendali si impone la contemporaneità. Solo l’Uefa di Platini pare non lo capirlo, o fa finta di non capirlo. Ma qualcuno può commentare e fermare la demenziale idea di un europeo 2020 in 12 città europee? Conta lo sport o si preferisce un circo incurante di giorni di riposo e trasferimenti in grado di falsare i risultati sportivi? E poi parlano di fair play!
2) il comportamento della squadra spagnola sul 2-0 con l’Italia costretta in dieci uomini è stato disgustoso. Se si eccettua Casillas che al 92′ ha richiamato l’arbitro al rispetto per l’Italia sul tempo di recupero, che senso ha infierire su una squadra fisicamente a pezzi ed in inferiorità numerica? Alla faccia della sportività dei Campeones! C’è solo da sperare in una non lontana vendetta – sportiva – che li ripaghi con la stessa moneta, con tanto di interessi.
3) Mi è incomprensibile la logica di certi commentatori sportivi all’insegna del “se avesse messo dentro tizio”. Mi sembrano irrazionali. Capisco Balzaretti da preferire a Chiellini, che era già infortunato, o Nocerino da preferire a Thiago Motta, anche lui già rotto prima di scendere in campo. Ma invocare Diamanti – che con la Germania ha fatto pena – è davvero irragionevole! E pensare di lasciar fuori a priori De Rossi: per chi? E a nulla è valso ai gufi invocare l’ingresso di Di Natale, che entrato al posto di Cassano ha fatto semplicemente pena!
4) Il fatto è che domina l’ideologia. In finale chi ha fatto pena è stato Balotelli, che non ne ha azzeccata una. Ma lui è SuperMario e bisogna salvarlo per partito preso. L’unico che ha tentato una reazione e si e fatto pericoloso con due tiri e un assist servito a Montolivo è stato Cassano. Peccato si dovesse continuare con il solito ritornello sul fatto che non corra. Il fatto e che certi giornalisti sportivi come nel 1982 e nel 2006 non ne hanno azzeccata una: ci sono o ci fanno?
5) Gli stessi giornalisti che dopo Italia-Russia ne hanno dette di tutti i colori hanno alimentato il clima di gasatura collettiva prima della finale, andando ben al di là del legittimo desiderio calcistico di una grande vittoria. Serviva forse una volta di più il “panem et circenses” pur di vendere qualche copia in più? Perché non commentare in modo equilibrato, seppur appassionato, invece di alimentare l’isteria collettiva (che si vede adesso in Spagna, alla faccia dello spread)?

6) Peggio senz’altro comunque il vicedirettore del Fatto Quotidiano. Sembra il bambino dell’oratorio che non sapendo giocare a pallone va dalla maestra per denunciare i compagni che giocano invece di andare a studiare. Ancor peggio il suo giornale, che sui giudizi sportivi fa veramente pena. L’uso dell’ideologia giacobina ancorché applicata allo sport rimane fallimentare.
7) Infine evviva Prandelli, che senza volerne parlare ai giornali va in pellegrinaggio di notte per motivi personali che vuol custodire e preservare dall’invadenza dei media e che difende le sue idee e i suoi uomini togliendoli di mano da un sistema mediatico che li vorrebbe muovere come burattini. Evviva Buffon che ha il coraggio di dire ciò che tutti pensano, ma che nessuno ha il coraggio di dire, sulla violenza e menzogna contro la persona e la sua privacy che si vive oggi nel nostro Paese. Evviva Napolitano che – alla faccia di chi lo vuole delegittimare per disegni di potere – mostra come anche il calcio, se vissuto senza isterie, può servire a ognuno per riprendere speranza, fiducia e ricominciare a costruire. Evviva la Nazionale che se perde anche a causa di ingiustizie e non è fatta di superuomini continua a guardare avanti, e ci fa guardare avanti con lei.
 

Lupo Azzurro

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