Calciopoli, giudici civili: “Cupola non influì su risultati”/ La sentenza sul Bologna

Calciopoli, i giudici della Corte di Appello civile di Napoli negano risarcimento a Gazzoni Frascara (Bologna): la Cupola non influì sui risultati.

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Luciano Moggi

Nuovo scenario per Calciopoli? Nuovo capitolo dello scandalo che ha investito il calcio italiano nel 2006: come riporta il Fatto Quotidiano, contrariamente a quanto stabilito a livello penale, i giudici della Corte di Appello civile di Napoli hanno negato il risarcimento a Victoria 2000 srl, socio unico del Bologna che retrocesse in B nel 2005. Secondo i giudici civili, la società di Gazzoni Frascara non retrocesse per colpa dell’ex direttore sportivo della Juventus Luciano Moggi e delle designazioni arbitrali decise a tavolino, per questo motivo hanno detto no alla richiesta di risarcimento dell’ex patron rossoblu. Gazzoni Frascara aveva citato in giudizio Luciano Moggi, la Juventus, la Fiorentina, i fratelli Della Valle, i dirigenti Innocenzo Mazzini e Sandro Mencucci, gli ex arbitri Massimo De Santis e Pierluigi Pairetto.

CALCIOPOLI SI RIAPRE?

Dopo il deposito da parte della Juventus del ricorso sullo scudetto 2006, con i bianconeri che chiedono la revoca del titolo all’Inter, un nuovo aggiornamento rilevante su Calciopoli. Gazzoni Frascara infatti non è riuscito a dimostrare che i fischietti falsarono i risultati, con la conseguenza che non fu la Cupola a influenzare i risultati. Il Fatto Quotidiano evidenzia che, secondo i magistrati, «molto probabilmente le partite delle squadre concorrenti nella lotta per la salvezza si sarebbero concluse con gli stessi punteggi». Tiziano Pieri, direttore di gara di quel contestato Juventus-Bologna, «non risulta condannato in sede sportiva e fu assolto in sede penale” ed in campo “commise degli errori” però “considerati mere violazioni delle regole del gioco». E, inoltre, il club emiliano retrocesse in Serie B per la crisi finanziaria: «le perdite di 38 milioni complessive scritte nei bilanci di esercizio 2002 e 2003 e la conseguente politica di riequilibrio economico “produsse inevitabilmente una diminuzione dello spessore tecnico della squadra”».



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