PAGELLE/ Verona-Padova (0-2): i voti e il tabellino della partita (serie B 2012-2013, 29esima giornata)

- La Redazione

Le pagelle e il tabellino di Verona-Padova 0-2, secondo posticipo della ventinovesima giornata del campionato di serie B 2012-2013: i voti, i marcatori e gli ammoniti del derby veneto

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(INFOPHOTO)

Padova col passamontagna al Bentegodi di Verona: i biancorossi si aggiudicano il derby veneto per 2-0 e conquistano la seconda vittoria di fila, infliggendo ai cugini scaligeri il ko interno numero 2, ed il sesto complessivo. Decidono i gol di Diego Farias, al decimo sigillo in campionato, e di Aniello Cutolo, odiatissimo ex. La vittoria del Padova preserva le speranze playoff: il Verona resta terzo a 53 punti, la squadra di Colomba accorcia la distanza (42), che dovrà restare entro i dieci punti tra gli scaligeri ed il quarto posto per consentire la postseason. Finisse oggi, tra l’altro, l’accoppiamento sarebbe proprio Verona-Padova. Nell’altro posticipo della ventinovesima giornata il Bari ha espugnato il Romeo Menti di Vicenza: 1-0 gol di Caputo, e sorpasso al quartultimo posto.

Partita sempre viva: il Verona ha costruito gioco con buona continuità ed intensità nel primo tempo, il Padova l’ha portata a casa nel secondo con fortuna e cinismo, ingredienti mancati ai veronesi. Verona-Padova ha riservato due gol e diverse occasioni, soprattutto di marca veronese, oltre alle immancabili scintille da derby, con il fischiatissimo Cutolo al centro delle polemiche.

La dura legge del gol ha punito la squadra di Mandorlini, più aggressiva e produttiva soprattutto nel primo tempo. All’Hellas è mancato solo il gol, evitato dalle grandi parate del portiere padovano Silvestri. Se proprio si può muovere un appunto: non è la prima volta che l’attacco del Verona non fa arrosto. Vero è anche che la fortuna ha voltato le spalle, ed anche il vantaggio del Padova è nato in circostanze un pò fortuite. Bene la spinta del centrocampo, meno gli attaccanti (ben marcato Cacia, sfortunato Gomez), occasionalmente distratta la difesa, e a questi livelli si paga. Resta un mucchietto di rimpianti, ma anche la consapevolezza di una prestazione positiva.

Onore al Padova, perché nel calcio si vince con i gol e non col merito. La squadra di Colomba ha presto subito a centrocampo (più rapido e qualitativo quello del Verona), fondando la resistenza su una difesa arcigna ed un portiere in serata di grazia. Il Padova ha impostato una gara difensiva, e così ha vinto: un paio di occasioni nel primo tempo, due-tre sfruttate con cinismo, oltre ad un maggiore controllo del pallone, nella ripresa (anche un palo nel finale). Vittoria che tiene più aperto il campionato, anche se il tempo dei calcoli è ancora lontano.

La partita si accende nel secondo tempo: tutto sommato la tiene a bada.

Verona

Infilato senza colpe, evita lo 0-3 con una grande parata su Farias.

Spinge con generosità ma pecca nella qualità delle giocate.

Mezz’ora senza grossi patemi, esce per un problema muscolare dal 31’pt CECCARELLI 5,5 Poco reattivo (nemmeno fortunato) in occasione dello 0-1, fa fatica contro Babacar.

Meno colpe specifiche, lavora di mestiere su Babacar che spesso affida al compagno di reparto.

Sarebbe il terzino sinistro, nei fatti fa l’ala: spinge molto e con qualità, gli si perdona qualche spazio lasciato a Farias.

Primo tempo di buona quantità, più in balia del fraseggio avversario nella ripresa dal 20’st RIVAS 6 Un paio di affondo&cross pericolosi sulla sinistra.

Fa girare la squadra con buona velocità e poche pause, vicino al gol con un gran destro.

Rincula tra le due metacampo tenendo un buon ritmo, offre qualche bel suggerimento in area.

Non sembra ancora inserito, fallisce un’occasione comoda per lui dal 32’st FERRARI 5,5 Non riesce ad incidere, sbatte sulla difesa.

Si batte ma perde il confronto coi marcatori: spesso anticipato.

A fiammate, ma quattro volte vicino al gol: Silvestri non ne vuol sapere.

All.MANDORLINI 6 Squadra che gira ma non segna, ed è peccato mortale.

Padova

Almeno tre parate di ottimo livello, una super sul povero Gomez.

Soffre Martinho ma non rinuncia a dare una mano in attacco: suo il cross che innesca il vantaggio.

Molto bravo negli anticipi, per vie terrene ed aeree.

Giuda la difesa con grinta, marca bene Cacia.

Tiene botta alle sortite di Cacciatore, più in difficoltà nel controllare Gomez.

Emerge nella ripresa, dopo un primo tempo schiacciato indietro dall’impeto dei dirimpettai: ci mette agonismo ed entra nell’azione del primo gol.

Gara double face: nel primo tempo ha poche alternative e vie di scarico, nel secondo pilota la fase di controllo, dopo l’1-0.

Un pò troppo timido in mezzo, infilato tra la spinta di Martinho e il palleggio di Jorginho dall’8’st VIVIANI 6,5 Entra bene in partita, distende il fraseggio e dà respiro alla manovra.

Il gol che apre il caveau, un altro sfiorato in serpentina ed un palo clamoroso: quando si accende scotta.

Lavora molto bene per gli esterni, che favorisce con sponde ed assist di buona fattura: una manda in gol Cutolo per il 2-0 dal 33’st BONAZZOLI 6 Sfiora due volte il gol in un quarto d’ora scarso.

Odiato come Gesù dai farisei: sembra subire i fischi, risorge in tempo per il raddoppio e le orecchie polemiche. Tolto prima della lapidazione dal 28’st DELLAFIORE 6 Rafforza l’argine difensivo.

All.COLOMBA 6,5 Meglio con Viviani ed un centrocampo più tecnico. Il suo Padova soffre con spirito provinciale (nessun s’offenda) e cresce nella ripresa, strappando una vittoria importante.

Il tabellino

H.Verona (4-3-3): Rafael; Cacciatore, Moras (31’pt Moras), Maietta, Martinho; Laner (20’st Rivas), Jorginho, Hallfredsson; Gomez, Cacia, Sgrigna (32’st Ferrari) (Berardi, Albertazzi, Nielsen, Carrozza). All.Mandorlini.

Padova (4-3-3): Silvestri; Rispoli, Legati, Trevisan, Renzetti; De Feudis, Iori, De Vitis (9’st Viviani); Farias, Babacar (38’st Bonazzoli), Cutolo (28’st Dellafiore) (Calderoni, Longato, A.Raimondi, Jelenic). All.Colomba.

Arbitro: Ciampi di Roma

Ammoniti: De Feudis (P), Laner (V), Martinho (V) per gioco scorretto, Cutolo (P), Iori (P) per comportamento non regolamentare.

 

(Carlo Necchi)

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