EUROPEI NUOTO/ Tre medaglie nella prima giornata: le staffette e il bronzo di Pizzetti. I risultati

Nella prima giornata degli Europei di nuoto a Debrecen, per l’Italia argento nella staffetta 4×100 sl maschile, bronzo nella stessa gara femminile e con Samuel Pizzetti nei 400 sl. Risultati

21.05.2012 - La Redazione
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Magnini e Pellegrini, oggi protagonisti nelle staffette (Infophoto)

Pronti via, e per l’Italia arrivano tre medaglie agli Europei di Debrecen. Rompe il ghiaccio Samuel Pizzetti con il bronzo nei 400 metri stile libero, poi arriva il bronzo della 4×100 sl femminile e infine l’argento della stessa staffetta al maschile. Insomma, arrivano le prime medaglie anche per la coppia più glamour dello sport italiano, quella composta da Federica Pellegrini e Filippo Magnini, in questo avvio degli Europei pre-olimpici ospitati dall’Ungheria (clicca qui per leggere l’opinione di Giorgio Lamberti). 

Ma andiamo con ordine e partiamo da Samuel Pizzetti, che conquista la prima medaglia di questa spedizione azzurra a Debrecen: è un bronzo che ha una connotazione speciale, perché segna il ritorno da protagonista del lodigiano, ma con un pizzico di rammarico, dato che fino ai 350 metri Samuel era in testa: la flessione nell’ultima vasca costa anche il pass olimpico, che ora potrà arrivare al Settecolli. Ma la medaglia serve per il morale dopo un brutto inverno: “Questo è il risultato di un periodo difficile – ha detto Pizzetti –, ai 300 ci ho creduto, è vero mi sono mancati gli ultimi 50 metri. Non credo non mi porteranno ai Giochi, col tempo di 3’47″ che ho fatto ai Mondiali di Shanghai”. Alla fine Pizzetti ha chiuso in 3’48”66, dietro al tedesco d’oro Paul Biedermann (3’47”84) e all’ungherese Kis. Invece Gabriele Detti, alla sua prima finale assoluta, chiude sesto in 3’51″92. Poi tocca alle due staffette veloci dello stile libero. Cominciano le ragazze, e arriva un bronzo che si concretizza con Alice Mizzau seconda al lancio in 55″14; poi Federica Pellegrini, che tocca in 54″29 lanciato e resta seconda, quindi Erica Buratto nuota la terza frazione in 55″50 passando in terza posizione, infine è Erika Ferraioli a difendere il bronzo nuotando in 54″91. Il totale dice 3’39″84, alle spalle della Germania di Britta Steffen e alla Svezia di Sarah Sjoestroem. Si tratta di un record italiano, meglio del 3’40″42 di Pechino. Poi tocca agli uomini. Il lancio è affidato alla matricola Andrea Rolla (49″48), che chiude in un discreto quinto posto; Marco Orsi provvede a farci salire al quarto posto (48″15 per lui), e poi con Michele Santucci saliamo sul podio virtuale (49″11) prima degli ultimi cento del Re Magno, che scala un’ulteriore posizione.

Filippo Magnini porta così al secondo posto l’Italia con un ottimo 47″97 che porta la 4×100 sl italiana al 3’14″71 globale, tra la Francia (3’13″55) e la Russia (3’15″13). Magnini commenta: “Io e Fede davvero ci siamo divertiti, era un un modo per rompere il ghiaccio”.

Nelle batterie Silvia Di Pietro e Ilaria Bianchi si qualificano per la finale dei 50 farfalla col quinto (26″61) e settimo tempo (26″65, primato personale). Poi si salva per due centesimi Mirco Di Tora, ultimo dei finalisti dei 100 dorso in 54″88: il bolognese nuota più veloce al mattino (54″77) ma domani sera dovrà migliorarsi se vuole qualificarsi per Londra non solo in staffetta. Nei 100 rana non solo Fabio Scozzoli, terzo in 1’00″90, ma anche Mattia Pesce, che continua a migliorarsi sino a 1’00″72: anche il veneto vuole la medaglia europea, e magari il pass olimpico. Alessia Filippi conquista la finale dei 200 dorso col quarto tempo (2’10″89): la romana sta combattendo con un’infiammazione al collo, ma domani sera potrà tentare di tornare sul podio in una gara stregata per lei a livello internazionale: “Speravo in qualcosa di meno per il tempo, ma per ora va bene così” ha detto l’ex iridata e vicecampionessa olimpica. Stefania Pirozzi chiude sesta, si migliora rispetto al mattino e piange nei 400 misti del derby magiaro Hosszu-Jakabos. Si perde solo Piero Codia nelle semifinali dei 50 farfalla, decimo in 23″84 dove Cavic è primo in 23″41.

 

(Mauro Mantegazza)



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