F1 GP Brasile/Fernando Alonso: tutto sommato è andata bene

- La Redazione

Fernando Alonso limita al minimo i danni in Brasile e visto come si erano messe le cose dopo le qualifiche di ieri, lo spagnolo non può che ritenersi soddisfatto: perché ad Abu Dhabi ci arriva con 8 punti di vantaggio su Webber

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Il titolo costruttori se lo intasca la Red Bull, per quello piloti Alonso tiene intatte le speranze di vittoria. Dopo le rocambolesche qualifiche di ieri, con Hulkenberg in pole e Alonso quinto dietro alle Red Bull di Vettel e Webber ma anche dietro ad Hamilton, la gara si preannunciava piena di insidie più del previsto. Con una gara attenta, Fernando è riuscito a raggiungere l’obiettivo che si era prefissato per questa parte di stagione: andare sempre a podio. Meglio, poi, è che a cogliere la vittoria sia stato Vettel e non Webber in modo tale che lo spagnolo ci ha rimesso solo 3 punti nei confronti del rivale australiano. E ora occhi puntati su Abu Dhabi dove ad Alonso servirà marcare stretto il buon Webber. Ma conoscendo l’asturiano, siamo quasi certi che il ferrarista farà di tutto per salire più in alto di tutti sul podio. Anche per evitare di perdere un titolo ormai quasi in saccoccia.

Fernando Alonso:

“Tutto sommato, sono soddisfatto di questo risultato. Abbiamo perso soltanto tre lunghezze dal nostro più immediato inseguitore e, considerato come si erano messe le cose ieri in qualifica, è andata bene: se stamattina mi avessero detto che sarebbe finita così ci avrei messo la firma! Voglio fare i complimenti alla Red Bull e alla Renault per il titolo Costruttori: essere riusciti ad arrivare al vertice in così pochi anni è un grande merito. Siamo stati molto cauti nelle primissime curve perché tutti erano aggressivi e non volevamo rischiare un contatto. Poi abbiamo perso subito troppo terreno rispetto a Vettel e a Webber: ci sono voluti diversi giri per riuscire a superare Hulkenberg mentre passare Hamilton non è mai una cosa agevole. Il passo di gara era buono, come avevamo visto venerdì. Quando c’è stata la safety-car abbiamo pensato che ci potesse essere un’opportunità per attaccare ma fra me e Mark c’erano troppi doppiati e c’è voluto troppo tempo per passarli: peccato, perché in quella fase la macchina era davvero molto competitiva. Ora andiamo ad Abu Dhabi: sappiamo quello che dobbiamo fare e che il titolo dipende da noi.”

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