Marco Mattiacci/ Ferrari, chi è il nuovo capo della Gestione Sportiva di Maranello

- La Redazione

Ferrari, ecco chi è Marco Mattiacci, il nuovo direttore della Gestione Sportiva, nominato dopo le dimissioni di Stefano Domenicali. Grande esperienza nel gruppo, ma non in Formula 1

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Foto Infophoto

Dopo le dimissioni di Stefano Domenicali, la Ferrari ha affidato l’incarico di capo della Gestione Sportiva e di team principal della scuderia di Formula 1 a Marco Mattiacci (clicca qui per leggere di più). Un nome che probabilmente dirà poco agli appassionati e ai tifosi, perché Mattiacci non ha mai lavorato nel settore sportivo della Casa di Maranello. Andiamo dunque a conoscerlo meglio: Mattiacci, origini umbre e 42 anni, prima ancora di diventare maggiorenne ha lavorato per Jaguar nel 1989, all’epoca dell’entrata di Ford nella compagnia. Poi è entrato in Ferrari nel 1999 all’età di 27 anni, nell’area vendite per l’America e il Medio Oriente. Nel 2001 è stato Project Leader Maserati Launch nel Nord America mentre per la stessa divisione ha ricoperto il ruolo di vice presidente Sales & Marketing dal 2002 al 2006. Otto anni fa è arrivata la promozione alla carica di presidente e CEO (amministratore delegato) della Ferrari Asia Pacific, ruolo che dal 2010 ricopre per la divisione Nord America. Tra i suoi studi, una laurea in economia all’Università La Sapienza di Roma, un programma internazionale a Singapore e una Business School alla Columbia University nel 2011. Insomma, un curriculum vitae impeccabile, con esperienze importanti e diversificate e con risultati di livello in vari settori del gruppo Fiat, compresa la Maserati, tanto che si è sottolineato che il suo nome è stimato a Maranello, ma ancora di più a Torino. Resta solo l’incognita della sua scarsa conoscenza specifica del mondo delle corse, e in particolare della Formula 1, della quale non si è mai occupato direttamente. Evidentemente quindi la Ferrari punterà ora ad una svolta tramite una persona interna all’azienda e di alto livello, ma anche con un chiaro messaggio per chi già lavora nella Ges: caduto il ‘parafulmine’, cresceranno per tutti le responsabilità.



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