CALCIOPOLI/ Sentenza entro il 19 luglio: ieri parola all’accusa

- La Redazione

Ieri nuova udienza al processo di Napoli che ha visto come protagonista il pubblico ministero Giuseppe Narducci che ha tracciato la prima delle sue tre arringhe

moggi_R400_9mar11 Luciano Moggi (foto Ansa)

Siamo in dirittura d’arrivo al processo Calciopoli che vede tra gli altri imputato Luciano Moggi. Ieri nelle aule del tribunale di Napoli è stata una giornata intensa soprattutto su due versanti. Il primo è che il giudice Teresa Casoria ha reso pubblici i prossimi passaggi, con la possibile sentenza definitiva che arriverà entro la metà di luglio. Le prossime udienza saranno il 10 e il 24 maggio entrambe dedicate all’accusa, dove nella seconda i pm Narducci e Capuano renderanno pubbliche le loro richiesta di pena. Poi sarà la volta delle difese che avranno spazio fino al 12 luglio per dimostrare l’innocenza dei loro assistiti.

Da lì in poi la Casoria si riunirà in camera di consiglio per decidere la sentenza che come detto arriverà entro la terza settimana di luglio. Naturalmente su tutto pende la spada di Damocle della possibile ricusazione, chiesta dai pm, della giudice. Questo porterebbe a un azzeramento delle indagini. Il secondo versante è l’arringa ieri del pubblico ministero Pino Narducci che ha cercato di delineare i contorni della cupola che avrebbe gestito le sorti del calcio italiano dal lontano 1980 fino al 2005.

 

 Non sono mancati nemmeno accenni polemici contro alcuni testimoni, in particolare contro Carlo Ancelotti reo di non aver raccontato, a dire di Narducci, seppur a conoscenza, le attività illecite di Moggi durante il periodo in cui allenò la Juventus. Parole che sembrano non aver fatto piacere al tecnico del Chelsea.







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