CASO BUFFON/ 1. Scala: moralismi inutili, ma Buffon poteva starsene zitto (esclusiva)

- int. Nevio Scala

Impazza la polemica per le dichiarazioni di Buffon in merito al gol/non gol di Muntari. L’intervista a Nevio Scala: “Poteva non dire niente, ma si fanno troppi moralismi sulla cosa”.

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Gigi Buffon: Prandelli l'ha confermato capitano della Nazionale (Infophoto)

Gianluigi Buffon si tiene la fascia di capitano della Nazionale. Prandelli in conferenza stampa è stato chiaro e deciso: non ha mai pensato di degradare il numero uno della Juventus. Ma la polemica persiste: ha fatto bene, Buffon, a dire che non avrebbe aiutato l’arbitro? Lui dice di sì: ripeterebbe tutto. E anche i suoi colleghi (tra gli altri Thiago Silva e Astori ai microfoni di Sky Sport, e Materazzi via Twitter) la pensano allo stesso modo: il momento era importante, le valutazioni non spettano ai calciatori ma ad arbitro e – in questo caso – guardalinee. Il dubbio rimane: è davvero così difficile dare una mano al direttore di gara durante il gioco? Davvero il risultato può avere la meglio sul fair play? E soprattutto: davvero Buffon ha fatto bene a rilasciare quelle dichiarazioni? Abbiamo “girato” queste domande a Nevio Scala, che conosce bene Buffon per averlo fatto esordire in serie A con la maglia del Parma; e perchè lui stesso, allora allenatore del Perugia, visse una situazione simile nell’ormai lontano 1997. Ecco quello che ci ha raccontato, nell’intervista in esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net:

Mister, sulla polemica seguita alle dichiarazioni di Buffon lei sta con Gigi o con chi l’ha condannato?

Guardi, è una situazione abbastanza antipatica. L’unica cosa che posso rimproverare a Gigi è che avrebbe forse fatto meglio a non dire niente. Gli è sfuggita questa dichiarazione e probabilmente non si è nemmeno reso conto di quello che ha detto e che ha suscitato tutte queste polemiche. E’ chiaro che adesso facciamo tutti i moralisti, chi pro, chi contro; però non ci rendiamo conto che così a caldo non è mai facile ragionare. L’unico errore che gli imputo è che avrebbe potuto restare in silenzio, dire “Ci sono altri organi in grado di giudicare, io ho fatto il mio dovere”, e forse non sarebbe successo questo. Però da ogni punto di vista dal quale si guardi la faccenda ci sono cose positive e cose negative.

C’è chi vorrebbe togliergli la fascia di capitano della Nazionale: lei è d’accordo o si schiera con Prandelli? Se anche gliela togliessero, il provvedimento avrebbe una qualche utilità?

Io sono d’accordo con Prandelli: una cosa così non può togliere automaticamente la fascia a Buffon. E’ una leggerezza. E’ chiaro che chi è alla guida della Nazionale ha tanti problemi, quindi non è una decisione da prendere così su due piedi. Credo che abbiano valutato tutte le cose e che quindi Prandelli abbia scelto per il meglio.

Tornando a sabato sera: se Buffon avesse detto a Tagliavento che la palla era entrata, avrebbe effettivamente cambiato qualcosa?

Io credo che se Buffon avesse detto che secondo lui la palla era dentro, e poi nella partita non fosse cambiato niente, di certo non sarebbe successo tutto quello che è successo. Diciamo che quella sua frase può innescare qualche interpretazione diversa l’una dall’altra. In effetti, se lui avesse detto “Sì, secondo me era gol” non avrebbe cambiato niente; lui avrebbe difeso la sua squadra, la Juventus, e qualche polemica non sarebbe nata.

Il 7 aprile del 1997, con lei in panchina, Rapajc segnò con la mano contro il Napoli; interrogato da Nicchi qualche istante dopo, negò tutto, dicendo di aver colpito con il mento. Ricorda l’episodio?

No, sinceramente non lo ricordo…

Ad ogni modo… lei pensa che Rapajc avrebbe dovuto dire la verità all’arbitro in ogni caso, oppure l’importanza del risultato può condizionare e “giustificare” una menzogna?

Certo se l’arbitro va a chiedere a un giocatore se ha toccato con la mano, e il giocatore è sincero e onesto, ne trae sicuramente vantaggi e applausi. Però, anche lì, è chiaro che le situazioni vanno valutate di volta in volta.

 

(Claudio Franceschini)

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