Pagelle/ Torino-Milan Primavera 3-3 (7-6 dcr): i voti della partita (Final 8 2014-2015)

- La Redazione

Le pagelle di Torino-Milan 7-6 dcr: i voti della partita disputata mercoledì 10 giugno 2015 allo stadio La Sciorba di Genova, valida per le Final Eight del campionato Primavera 2014-2015

Stadio_Viareggio
Risulta

Il Torino trionfa dopo una partita sportivamente drammatica e palpitante, con tanti errori ma non per questo meno appassionante, eliminando il Milan ai calci di rigore e prenotando il suo posto per la semifinale del campionato Primavera. Doppiette nei 120 minuti di gioco per Danza e Fabbro (migliore in campo in assoluto), con sigilli di Mastalli e Morra: decisivo l’ingresso del tiratore scelto Martino, a 5 minuti dal termine dei supplementari, visto che è stato proprio lui a trasformare il penalty della vittoria.

Encomiabile e fortunato nel trovare – dopo tante occasioni sprecate – lo sprint decisivo, proprio all’ultimo respiro e con due calci di rigore, peraltro correttamente assegnati. Tante volte anche a questo livello, parlando di ragazzi molto giovani, conta l’esperienza. E il Toro oggi l’ha confermato.

Da applausi, nonostante tanti errori individuali, la voglia di giocare sempre e comunque la palla e la tenacia nel resistere alle difficoltà, soprattutto fisiche. Poteva passare, lo meritava quanto il Toro, si è arreso solo alla classica lotteria finale.

Partita incredibilmente difficile anche per lui. I rigori per il Toro sembrano esserci entrambi, forse ne manca uno per il Milan oltre a qualche doppio giallo nel finale, che – alla faccia del regolamento – tiene però viva e divertente la partita fino all’ultimo.

Il Milan di mister Brocchi (voto 6,5) – scatenato in panchina – è in vantaggio sul Toro del collega Longo (voto 6) a metà match, nel terzo quarto di finale della Final 8 Primavera 2015. L’agitazione del tecnico rossonero deriva da un’interpretazione difensiva a dir poco rischiosa dei due centrali De Santis e Bordi in particolare (voto 5 di coppia), che portano Donnarumma (voto 5,5) a rischiare pesantemente in più occasioni, in uscita.

Nonostante i problemi dietro, Milan comunque avanti al 45° grazie a capitan Mastalli (voto 6,5), abile a seguire l’azione e spingere in porta il pallone che Vassallo (voto 6) aveva di fatto quasi già recapitato in rete. Respinta di Zaccagno (voto 6) solo parziale sull’attaccante avversario e 1-0 a referto per il centrocampista con il numero 7 sulle spalle. Per il Torino tanti lanci lunghi, per sfruttare le indecisioni suddette del Milan, con una clamorosa occasione su tutte, capitata a Lescano (voto 5): pallonetto a lato, colpevolmente sbagliato, per la punta di Longo. Rossoneri che si sono fatti preferire nel gioco palla a terra, ma quanti brividi!

Ha cercato di sfruttare il punto debole del Milan, verticalizzando continuamente e smistando in alternativa sulla sinistra, su Rosso. Poteva andare in vantaggio e invece si trova sotto ma c’è tutto un secondo tempo per provarci Nessun singolo oltre il 6, è mancata brillantezza anche se lui – uno dei più esperti, classe 1995 – un paio di spunti importanti li ha piazzati, tra l’altro contro l’avversario migliore, Calabria Pesa sulla sua pagella, per ora, il grave errore a porta quasi scoperta: deve riprendersi in fretta e non demoralizzarsi, come è parso invece nel finale VOTO MILAN 6,5 – Bravi i ragazzi di Brocchi soprattutto a cercare continuamente di proporre il proprio gioco palla a terra e bravi poi a concretizzare l’azione più pericolosa, a differenza degli avversari Assist per Vassallo (il cui tiro ha portato al gol di Mastalli) e più in generale tanta corsa e buona qualità sulla destra. E’ una delle individualità migliori nel suo ruolo, a livello nazionale, e oggi si è visto Spesso in ritardo, quasi sempre con tempi sbagliati di intervento sui lanci lunghi. Urge una correzione in corsa, o di strategia o di uomini (e lui è il primo indiziato) per la difesa del ‘Diavolo’ (Luca Brivio)

Torino

Partita non eccezionale, fa il suo ma incassa anche 3 gol, bottino pesante per un portiere. Il rigore parato su Crociata però gli regala almeno un punto in più nella valutazione.

Cresce alla distanza ma soffre parecchio Di Molfetta e soprattutto in avvio è molto traballante. Mastalli sfonda dalla sua parte in occasione del 2-0.

I gol di Fabbro non sono interamente imputabili a lui, come all’altro centrale. Tanto vigore fisico e tanto mestiere, anche se quando l’avversario diretto decide di far male lui non riesce a contenerlo.

Discorso simile a quello fatto per Fissore, con un paio di colpi di testa in zona offensiva sprecati malamente.

Calabria è una spina nel fianco per tutto il primo tempo e per una parte di ripresa. Quando cala lui, riesce a limitare i danni provocati da Vassallo.

Partita di grande sostanza davani alla difesa, da mediano classico. Pochi complimenti e tante randellate, se ci passate il termine “tecnico”.

In cabina di regia non eccelle, se si eccettua la capacità innegabile di verticalizzare (fin troppo). Quando segni 3 rigori su 3 – 2 in partita e uno nella serie finale – in una partita di questo livello, però, ti meriti la medaglia al petto.

Facciamo fatica ad arrivare al 6, nonostante trasformi diligentemente il suo penalty alla fine. Partita molto al di sotto delle attese.

Come Fabbro, impressiona per la tenuta atletica. Corre dal 1° al 120° con un’intensità di passo da professionista. Non trova grande lucidità sottoporta e sbaglia anche il rigore (ininfluente). Visto che il Toro passa, possiamo promuoverlo senza remore.

Sbaglia almeno due gol fatti o quasi. Molto negativo anche nella reazione alle occasioni divorate, come atteggiamento.

Suona la carica, segna il decisivo 2-1 che riapre i giochi e si procura il rigore del 2-2. Poi gli mancano le gambe per proseguire e lascia il campo nei supplementari, ma il suo l’ha fatto, al netto di qualche errore di mira.

 

 

( Tanto movimento, sfruttando la superiore freschezza a livello fisico, ma poca efficacia in zona gol)

( Il talento non manca, ma bisogna imparare a sfruttarlo a livello superiore. Dà l’impressione di avere ampi margini di miglioramento)

( E’ il simbolo della tattica spietata di Longo, che si tiene la sostituzione fino alla fine dei supplementari per avere il rigorista fresco per il tiro decisivo. Bravi entrambi)

All.LONGO 8: La scelta, ai limiti della freddezza glaciale, di tenersi il cambio per il rigorista è vincente. Va tutto come da suoi piani e bisogna applaudire, in virtù del risultato più che del gioco espresso.

Milan

E’ quasi impossibile racchiudere in un voto la sua partita. Sbaglia tanto, troppo, nelle decisioni su uscite e interventi anche tra i pali. Però salva anche la porta in 3 o 4 occasioni e poi para benissimo su Rosso dal dischetto. Il futuro è roseo ma c’è da lavorare tanto, anche perchè si parla di un classe 1999.

Peccato non riesca a tenere fisicamente i ritmi – invero mostruosi – del primo tempo. E’ un fattore sulla destra finchè regge.

Beffato ingenuamente da Morra in occasione del gol che riapre la partita, da uno come lui – tra i migliori centrali a livello nazionale – ci si aspetta una qualità diversa. Per quanto la squadra, va detto per completezza, sia molto “allegra” in generale nella fase difensiva.

Finisce la sua partita, di enorme sofferenza, dopo un tempo. Forse per guai fisici o forse per scelta, fatto sta che si merita di lasciare il campo.

Non convince pienamente nè sulla fascia nè come centrale. Bocciato.

Il coraggio e la personalità sono da 10 in pagella, è l’anima del Milan e per questo resiste anche con una spalla malconcia, concedendo proprio per questo un rigore, per entrata scoordinata di braccio. A nostro parere, era pronto già da qualche mese per la Prima Squadra.

Non vogliamo infierire con il voto, ma è abbastanza inguardabile. Dopo un anno totalmente (o quasi) senza partite, non ha il ritmo e perde anche la qualità tecnica a supporto.

Bene solo in avvio, poi davvero sottotono. Sbaglia anche il primo rigore della serie finale.

Salviamo la sua pagella solo per la generosità infinita che dimostra, andando a recuperare sulle punte granata anche nei supplementari. Ma l’errore finale dagli 11 metri è il dazio più duro da pagare.

Il gol, da solo, vale un’investimento su di lui per il futuro. Dinamico, resistente, migliora con il passare dei minuti. Il migliore in campo.

Qualità e giocate a ripetizione, che purtroppo per lui e per la squadra non trovano lo sbocco decisivo in zona Zaccagno.

 

 

( Carattere da leader e scusate se è poco per un 1997 che ha già esordito in Serie A. Tra i più positivi di tutta l’annata)

( Niente di trascendentale, ma contribuisce a spargere acqua sul fuoco granata nel momento più difficile per il Milan)

( Un pò confusionario ma da apprezzare per come realizza il calcio di rigore più pesante – anche se inutile – e per come combatte in area nel finale e nei supplementari)

All.BROCCHI 8: Non è solo un giudizio tecnico, visto che difensivamente ci sarebbe da tirargli le orecchie, nonostante un squadra invece da apprezzare per proposta di gioco e coraggio. E’ una promozione piena per atteggiamenti e modo di essere, in panchina, che dovrebbero imparare anche i colleghi più esperti.

 

(Luca Brivio)

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