CASEY STONER/ Motogp, ufficiale: l’australiano torna in Ducati dopo cinque anni. Le parole di Ciabatti

- La Redazione

Casey Stoner torna ufficialmente in Ducati: il pilota australiano, campione del mondo nel 2007 e nel 2011, lascia la Honda dove era collaudatore, ma con cui i rapporti si erano deteriorati

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Casey Stoner (Infophoto)

Ora che la notizia è stata confermata, gli appassionati possono festeggiare per il ritorno di Casey Stoner in Ducati. Il direttore sportivo del team Paolo Ciabatti aveva parlato proprio di questa possibilità al recente EICMA e aveva speso belle parole per il pilota. “Casey Stoner è un grandissimo campione, è nel cuore di tutti i ducatisti e ha portato a casa un fantastico titolo mondiale nel 2007. E’ inutile negare che è un pilota con cui stiamo parlando. Speriamo che possa tornare con noi il prossimo anno per fare da collaudatore e anche uomo immagine, è qualcosa che significa tanto per tutti noi. Non possiamo svelare i nostri segreti, ma credo che il periodo in Ducati per lui sia stato ricco di soddisfazioni, anche se i momenti difficili non sono mancati. Stiamo parlando con lui, vediamo se riusciamo a trovare un accordo. L’anno prossimo c’è anche il World Ducati Week 2016, quindi il suo ritorno sarebbe una festa fantastica per tutti i tifosi Ducati” aveva detto Ciabatti.

Adesso è ufficiale: Casey Stoner è nuovamente un pilota della Ducati. La notizia rimbalzava da diverso tempo: l’australiano era vicino al ritorno a Borgo Panigale, si diceva, il rapporto con la Honda non era più lo stesso di prima. Detto fatto: Stoner e la Ducati sono di nuovo insieme, l’australiano ha sottoscritto un contratto come collaudatore e testimonial. Cosa significa? Di fatto il campione del mondo 2007 e 2011 dovrà aiutare a testare la nuova Desmosedici, quella impegnata nel Mondiale MotoGp 2016, e fare team con Andrea Dovizioso e Andrea Iannone. La Ducati è in crescita, ma i due piloti non sono sempre stati brillanti (in particolare Dovizioso); l’arrivo di Stoner potrebbe far fare quel salto di qualità in più perchè si tratta di un ottimo collaudatore e ovviamente di un pilota fortissimo, che in carriera ha vinto 45 gare e che in questo periodo è stato cercato da parecchi team. Che Stoner non sia più interessato alle gare ufficiali è risaputo, ma averlo in scuderia è un valore aggiunto; l’australiano probabilmente chiedeva qualcosa in più di un semplice contratto da collaudatore. Per questo motivo il rapporto con la Honda è andato via via scemando; per il colosso giapponese è difficile trovare spazio per Stoner avendo in squadra Marc Marquez e Dani Pedrosa. Più facile che la Ducati possa decidere, sulla scia di quanto fatto con Michele Pirro quest’anno, di sfruttare Stoner per qualche Gran Premio come wild card. Di sicuro una bella mossa per la casa di Borgo Panigale, che riabbraccia un pilota che ha portato il primo (e finora unico) titolo di MotoGp e in quattro stagioni ha vinto 23 gare salendo 43 volte sul podio (in un totale di 58 Gran Premi disputati).

(Claudio Franceschini)

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