NAPOLI/ De Laurentiis vara il Super Torneo: una competizione fra le prime 8 di ogni nazione

- La Redazione

Il patron del Napoli: «La Champions League e l’Europa League non hanno senso»

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De Laurentiis patron del Napoli (Foto Ansa)

NAPOLI – Il patron partenopeo Aurelio De Laurentiis torna a parlare del suo progetto relativo al “super torneo”, un campionato europeo allargato, in cui le migliori società di ogni nazione battaglierebbero fra di loro per il titolo di “super campione”: «Cancellerei cinque nazioni (Italia, Spagna, Francia, Germania, Inghilterra) dalla Champions League e dall’Europa League – spiega il numero uno del Napoli in una recente intervista concessa a Sky Sport – e le farei partecipare ad una nuova competizione con le prime otto dei rispettivi campionati nazionali».

De Laurentiis snocciola al meglio la questione: «Avremmo 5 nazioni con 40 squadre e verrebbe una competizione straordinaria, dove ci sarebbe una maggiore logica per il fair play, per gli stipendi che io trovo sempre illogici e altissimi. In America non si paga un attore 20-30 milioni di dollari se il film non fa un fatturato di 200-300 milioni di dollari. Sarebbe pura follia. Nel calcio deve essere la stessa identica cosa. Se noi ci accontentiamo delle briciole, se prestiamo i nostri giocatori per le Nazionali e qualcuno si fa male, se io presto Cavani, lui si rompe e non può giocare per otto mesi, io dovrei avere 50 milioni di indennizzo, perché c’è il danno emergente e il lucro cessante».

De Laurentiis non è d’accordo con i calendari: «Anche i calendari, ce li dobbiamo amministrare noi. Non vorrei che il campionato in Italia cominciasse prima del 1° ottobre. Si parla di stadi vuoti. A fine agosto, quando la gente è ancora al mare, chi va allo stadio? Il prodotto bisogna saperlo vendere, far desiderare, al di là della qualità degli stadi o meno. Noi non abbiamo gli stadi, facciamo dei calendari che sono un non-senso, ci pestiamo i piedi tra di noi e ce li facciamo pestare dagli altri. C’è S.Gennaro che ci protegge perché dovremmo essere tutti quanti fuori dal giro».



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