PAGELLE/ Lazio-Siena 2-1 (Serie A 2012/2013): i voti della partita (sesta giornata)

- La Redazione

Una partita che sancisce la rinascita della Lazio, questo Lazio-Siena 2-1, e che però non sminuisce la voglia di salvezza dei toscani. Le pagelle di Lazio-Siena: i voti della partita

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Stefano Mauri, capitano Lazio (Infophoto)

Una partita che sancisce la rinascita della Lazio, questo Lazio-Siena 2-1, e che però non sminuisce la voglia di salvezza dei toscani che hanno venduto cara la pelle e hanno forse pagato il contraccolpo psicologico dell’aver eliminato il segno “meno” dalla propria classifica. Una partita di transizione, quindi, che conferma i trend delle squadre e – al di là del risultato che ovviamente premia solo la Lazio – non fornisce particolari segnali.
non una bellissima partita, poche le emozioni costruite da entrambe le formazioni. La Lazio sfrutta a pieno due calci piazzati e chiude parzialmente in un tempo la pratica. Nella ripresa si limita a cercare il tiro giusto dalla distanza ma questo non arriva più. Il Siena gioca poco e male nei primi 45 minuti e solo nel secondo tempo si fa più convinta. Il gol di Paci non riapre una partita mai messa in discussione. 
bene per 90′ su 93′. Segna due reti in 35′ e gestisce bene il risultato per i restanti. Solo nel recupero si concede la dormita su calcio d’angolo che vale il gol del Siena ma ora mai era troppo tardi. 
parte male affidandosi ai solo lanci di D’Agostino per il solitario Calaiò. Fa spaventare una volta gli avversari in tutto il primo tempo e poi più nulla. Dopo l’intervallo si rivede una squadra che può assomigliare alle formazioni allenate da Cosmi ma adesso manca la precisione. Il gol nel finale è solo una magra consolazione. 
Russo arbitra a modo una partita mai cattiva ma sbaglia a prendere la decisione giusta in due occasioni fondamentali. Prima non sanziona, almeno con il giallo, l’uscita killer di Pegolo sul lanciatissimo Mauri; poi proprio allo scadere del primo tempo ammonisce per simulazione Calaiò quando invece era stato toccato fallosamente da Biava. 

Marchetti 6: molte parate facili; giusto un’uscita determinante che non sbaglia nel primo tempo a spegnere il tentativo di Calaiò.
Konko 6: al rientro non eccede in scorribande sulla corsia. Il diretto avversario non fa mai male e lui si limita all’ordinaria amministrazione.
Biava 6.5: ingenuo sul tocco a Calaiò nel finale del primo tempo che poteva costare caro; il resto della partita è fatto di ottimi interventi in chiusura che annullano ogni speranza del Siena.
Dias 6.5: come il compagno di reparto gli avversari non si fanno quasi mai sentire e lui controlla tutto al meglio. Unica sbavatura la marcatura blanda su Calaiò ad inizio match, per fortuna ci ha pensato Marchetti
Lulic 6: buona corsa nel primo tempo dove ha spazio per sfondare ma non va quasi mai sul fondo; nella ripresa si tiene più sulla difensiva per contenere Sestu.
Ledesma 7: dà ritmo alla manovra come un vero metronomo del centrocampo. Resta sempre fondamentale. Trasforma al meglio il rigore procurato da Klose.
Candreva 7: cerca il tiro da più posizioni ma oggi non è fortunato. L’interpretazione della partita è perfetta perchè è sempre nel vivo del gioco ma aiuta molto anche in fase di ripiego.

Gonzales 6: molta corsa a supportare il gioco di rimbalzo di Ledesma. Gioca in un ruolo che non è il suo naturale ma esce tra gli applausi. 
Ederson 6.5: gol all’esordio da titolare. Mostra alla squadra di essere una valida alternativa in più posizioni del campo. Petkovic da lui ottiene quello che voleva. 
Mauri 6.5: supporta sempre la fase offensiva andando anche vicino al gol del 3-0 nella ripresa. 
Klose 6: manca la sua zampata ma il giocatore non si può criticare. Si procura il rigore che chiude virtualmente il match e gioca come un vero uomo squadra in ogni zona del campo. 
Petkovic 7: mostra al campionato che la sua Lazio non è per nulla svanita. Una partita dove i suoi non sono mai andati in grosse difficoltà e hanno saputo sempre  interpretare al meglio ogni fase di gioco. 

Pegolo 6: subisce due gol ma indovina la direzione del rigore trasformato da Ledesma e evita il 3-0 in un paio di occasioni. 
Neto 6: tiene botta a Klose che fa fatica a trovare spazio; bravo a far ripartire l’azione una volta riconquistata la sfera. 
Paci 6.5: va vicino al gol già ad inizio ripresa; riesce a trovare il suo 10° centro in carriera sul finale di gara. In fase difensiva, suo primo compito, non sbaglia granchè tanto marcando stretto Klose, primo vero pericolo. 
Felipe 6: tampona e mantiene salda la difesa tanto che nel secondo tempo gli avversari cercano soprattutto la conclusione dalla distanza. 
Angelo 5: non sufficiente perchè spinge poco sulla corsia, Cosmi ne se accorge e lo tiene negli spogliatoi per tutto il secondo tempo. 
Sestu 6 (dal 45′): dà più corsa alla manovra e si rivela una spina nel fianco per gli avversari. Non supera la sufficienza però perchè deve migliorare di molto nei cross. 
Vergassola 5: poco lucido palla al piede cerca troppe volte il lancio invece di giocarla. Non incide mai nell’azione.

D’Agostino 6: cerca di dare un senso alle azioni della squadra ma solo quanta ha il necessario spazio prova ad inventare per gli attaccanti. Tiene il ritmo troppo basso. 
Verre 5: lo posizionano in una zona del campo non proprio di suo gradimento. Nella primavera della Roma giocava davanti alla difesa, ora sulla trequarti non riesce mai a creare le palle gol per Calaiò. Giusta la sostituzione. 
Paolucci 5 (dal 45′): tocca pochissimi palloni e di conseguenza non è mai pericoloso. 
Del Grosso 5.5: niente di eccezionale, percorre poche volte la fascia di competenza e non chiude sempre al meglio gli attacchi avversari. 
Valiani 5: poco brillante. Nel primo tempo sulla trequarti fa poco o niente; durante la ripresa scala sull’esterno ma anche li si rende poco protagonista. 
Calaiò 5.5: ci mette fisico e astuzia ma di occasioni ne vede poche. Potrebbe segnera alla prima vera occasione ma Marchetti dice no. Per il resto è più una ricerca del pallone che altro. 
Cosmi 5: sbaglia la formazione di partenza concedendo troppo campo alla lazio che predne coraggio e lo punisce. Nel secondo tempo riaggiusta le cose ma i suoi dopo due ottime prestazioni non sono in grado di triplicare. 
 

(Giorgio Davico)




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