Caldaie a gas, vendita vietata entro il 2029/ Cosa prevede piano Repower Eu

- Carmine Massimo Balsamo

RePower Eu, la Commissione Ue ha indicato il 2029 come termine ultimo per lo stop alla vendita di caldaie a gas

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Ursula Von der Leyen, Presidente Commissione Ue presenta sanzioni anti-Russia (LaPresse, 2022)

La Commissione Ue ha presentato il pacchetto RePower Eu e sono previste importanti novità anche per quanto riguarda le caldaie a gas. Come reso noto da Bruxelles, è previsto lo stop alla vendita entro il 2029. Un’indicazione contenuta nella comunicazione sul risparmio energetico che indica a chiare lettere la direzione da prendere nel campo dell’energia.

Come evidenziato dalla Commissione Ue, l’obiettivo è quello di arrivare al divieto di vendita di caldaie a gas “attraverso limiti di progettazione ecocompatibile più rigorosi per i sistemi di riscaldamento, che implicano il 2029 come data finale per l’immissione sul mercato di caldaie a combustibili fossili autonome”. Come riportato dai colleghi dell’Ansa, la Commissione Ue ha rimarcato inoltre che l’azione sarà rafforzata parallelamento dal declassamento delle caldaie a combustibile fossile nelle etichette sulla performance energetica e dall’obiettivo di raddoppiare la diffusione delle pompe a calore.

Caldaie a gas, vendita vietata entro il 2029

L’indicazione sullo stop alla vendita delle caldaie a gas entro il 2029 rientra nel più ampio pacchetto RePower Eu, individuato da Bruxelles per superare le fonti fossili importate dalla Russia nel giro di cinque anni. Un piano dal valore di 300 miliardi di euro – 225 mld in finanziamenti e sovvenzioni, 75 mld come prestiti – e che punta a cambiare fornitori per il gas, ad una crescita più veloce delle energie rinnovabili e un impegno superiore sul fronte del risparmio energetico, senza dimenticare una nuova strategia sul solare.

Sul pacchetto RePower Eu si è soffermato il titolare della Transizione ecologica Roberto Cingolani in un’intervista ai microfoni del Tg1: “Tutti dovranno stare al passo, il problema non sarà l’Italia, che su certe misure è anche in anticipo”. Per il ministro il piano è “benvenuto”, a partire dall’eccellente spinta alle energie rinnovabili: “Noi abbiamo un piano che supera i 70 Gw di nuovi impianti al 2030 ma sta già accelerando anche con gli ultimi interventi che abbiamo fatto”. Cingolani ha poi aggiunto: “Oggi abbiamo aggiornato le nostre misure, abbiamo oltre 3 Gw di impianti che sono stati approvati e un grosso numero autorizzazioni in fase di processamento che è un numero superiore in 4 mesi a quello che abbiamo installato nei due anni precedenti, è molto promettente”.





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