Camilla Canepa, morta per vaccino AstraZeneca/ I periti “Nessuna patologia pregressa”

- Silvana Palazzo

Camilla Canepa morta per vaccino anti Covid di AstraZeneca: lo scrivono i periti nella relazione inviata ai pm di Genova. “Nessuna patologia pregressa, di piastrinopenia soffriva familiare”

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Camilla Canepa

Camilla Canepa non è morta per una patologia pregressa, ma in conseguenza degli effetti avversi del vaccino anti Covid. Lo scrivono i periti della Procura di Genova, Luca Tajana e Franco Piovella, nelle 74 pagine della relazione che hanno consegnato ai pm Francesco Rombolà e Stefano Puppo. Il decesso della giovane è «ragionevolmente da riferirsi a effetti avversi della vaccinazione». La 18enne di Sestri Levante è morta il 10 giugno scorso dopo che le era stato somministrato il vaccino AstraZeneca. Il 25 maggio, infatti, la ragazza aveva aderito ad uno degli open day organizzati dalla Regione Liguria in cui veniva somministrato il siero sviluppato dalla casa anglo-svedese con l’Università di Oxford a tutti i cittadini a prescindere dalla loro fascia di età.

Proprio dopo la sua morte si è deciso di riservare l’uso del vaccino di AstraZeneca in via preferenziale agli over 60. Ora nella relazione dei periti si legge che le cause della trombosi cerebrale per carenza di piastrine che ne ha provocato la morte è legata appunto al siero. Come hanno sempre affermato i suoi familiari, anche secondo i medici Camilla Canepa non aveva patologie pregresse e non aveva assunto farmaci che potessero interferire con il vaccino.

“CAMILLA CANEPA NON AVEVA PATOLOGIE PREGRESSE”

Inoltre, si fa una precisazione importante in merito alla compilazione del questionario nell’hub vaccinale di Lavagna. I periti hanno, infatti, confermato che la compilazione è stata corretta, così come lo sono stati gli step seguiti dai medici vaccinari. Quella “familiarità” alla piastrinopenia citata nella documentazione clinica che è stata sequestrata non riguardava direttamente lo stato di salute di Camilla Canepa, bensì il fatto che un suo parente ne soffrisse. Per quanto riguarda l’operato svolto dal personale del pronto soccorso di Lavagna, che rimandò la 18enne a casa il 3 giugno dopo un primo accesso con cefalea e fastidio alla luce, per i periti della Procura di Genova non ci sono profili penalmente rilevanti.

Ma su quest’ultimo aspetto i familiari di Camilla Canepa, assistiti dall’avvocato Angelo Paone, si riservano ulteriori approfondimenti con il proprio consulente. «Al primo ricovero era già in atto la reazione al vaccino e poteva essere interpretata come tale, ma in quel contesto e in quella fase storica ancora se ne parlava poco, e una correlazione non era di così facile intuibilità», scrivono i periti. Sulla morte di Camilla Canepa è aperto un fascicolo per omicidio colposo nei confronti di ignoti.

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