Cardinale: “Siamo delusi”/ “Vogliamo evolverci, dallo staff fino al nuovo stadio” (1 marzo 2024)

- Christian Attanasio

Cardinale: "Siamo delusi". Il proprietario del Milan affronta vari temi del mondo rossonero: dallo staff allo stadio, fino alla figura di Ibrahimovic (1 marzo 2024)

sussidiario 20240222150556820 7b1195cbfd147495478e4738a889b5af 1 1 640x300 Il Milan esulta in Europa League (Foto ANSA)

GERRY CARDINALE: “SIAMO DELUSI, VOGLIO RIMANERE PROPRIETARIO”

Gerry Cardinale, proprietario del Milan, ha parlato al Financial Times toccando vari argomenti riguardanti la squadra rossonera. Il numero uno del club ha tracciato alcune linee guida importanti sul futuro del Milan, in primis specificando sul suo futuro: “Penso che sia una delle opportunità più grandi che io abbia mai visto nella mia carriera trentennale. Voglio trovare un modo per capitalizzare e monetizzare per i miei investitori e comunque rimanere proprietario“. Un chiaro e forte segnale della sua volontà di rimanere a Milano.

La situazione di classifica e quella relativa agli infortuni preoccupa Cardinale: Siamo delusi. Cerchiamo di essere responsabili per quanto riguarda la nostra struttura degli stipendi e come la costruiamo”. Il proprietario rossonero si riferisce a tutto l’organigramma del Milan, ma senza puntare il dito contro nessuno. Una sorta di “si vince insieme, si perde insieme” alla base del Milan che verrà.

GERRY CARDINALE, PAROLE D’ORDINE: EVOLUZIONE

Una parola che Cardinale ci ha tenuto a ribadire è “evoluzione“. La mentalità americana del proprietario rossonero rischiava di andare a scontrarsi con la resistenza al cambiamento tipica italiana, tanto da creare dubbi attorno a Cardinale al momento dell’acquisizione del Milan: “Quando ho comprato il Milan molti proprietari in America mi hanno chiamato per chiedermi se fossi impazzito, che era impossibile fare business in Italia”. Tornando alla parola chiave, Cardinale ha voluto utilizzare evoluzione al posto di cambiamento.

D’altronde come spiega lui stesso, le basi ci sono già, non si tratta di ripartire da zero bensì di migliorare ciò che non funziona: “Cambiamento è una parola da nero o bianco, come se dovessimo buttare tutto all’aria e ricominciare. Non c’è bisogno. Evolversi è un processo migliore. Abbiamo del lavoro finale”. Il finale di stagione sarà dunque fondamentale per tutti, da Pioli ai giocatori. Chiudere bene in Serie A e cercare di conquistare l’Europa League sono senza dubbio gli obiettivi standard di Cardinale.

GERRY CARDINALE SUL PROGETTO STADIO: NON SOLO MILAN

La questione relativa allo stadio è una di quelle che interessa maggiormente a Cardinale. Come ogni americano che si rispetti, l’idea di una stadio di proprietà è spesso vista come la situazione a molti problemi: “Non ho niente contro San Siro, è un privilegio giocare lì. La questione non è sullo stadio, ma è: possiamo vincere meglio se avessimo un nuovo stadio? La risposta, categoricamente, è sì. Possiamo aggiungere valore alla Serie A facendo da esempio”.

Interessante infatti lo spunto che vede Cardinale intenzionato non solo ad aiutare il Milan in tal senso, ma tutto il movimento italiano: “Voglio creare una società per costruire lo stadio e poi usarla anche per costruire lo stadio di tutte le altre squadre in Serie A. Da una parte ovviamente l’obiettivo è vincere lo Scudetto, dall’altra voglio aiutare la Serie A a colmare il gap con gli altri campionati”. Naturalmente il Milan ha la priorità: “stiamo lavorando per un impianto da 70 mila posti. Non stiamo cercando di portare solo uno stadio, ma un campus di intrattenimento multimediale in stile americano a Milano, il posto perfetto per questo”.

CARDINALE E L’INVESTITURA SU IBRAHIMOVIC

Infine, Cardinale ha ribadito l’importanza di un elemento come Zlatan Ibrahimovic all’interno dell’organigramma societario: “Mi permette di essere negli Stati Uniti e allo stesso tempo di essere a Milano. Ha l’autorità di essere la mia voce al Milan con giocatori, staff e chiunque”. Cardinale ha sottolineato il filo diretto tra Ibrahimovic e il resto della squadra: “Io non voglio andare a parlare nello spogliatoio, va lui per me. E poi quando ci sono, insieme siamo una combinazione molto potente. C’è sempre qualcuno come Zlatan nelle squadre vincenti”.

Un’investitura di alto livello che cancella quelle voci che vedevano Ibrahimovic al Milan solamente come un’operazione di facciata. Zlatan è nello staff perché Cardinale p consapevole di non poter guidare il club a 360 gradi: per un calciatore dall’esperienza e dal carisma di Ibrahimovic, elementi come la conoscenza di uno spogliatoio come quello del Milan e del calcio europeo in generale sono pane per i suoi denti. Si prospetta dunque un’annata fondamentale per il futuro del Milan.





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