Carla Fracci/ “Volevo altri figli, mio marito no. La danza? E’ arte pura” (Verissimo)

- Rossella Pastore

Carla Fracci ospite a Verissimo: la ballerina si racconta a Silvia Toffanin dopo aver già concesso una lunga intervista a Oggi è un altro giorno.

La ballerina Carla Fracci
La ballerina Carla Fracci

Carla Fracci è tra gli ospiti di Verissimo di Silvia Toffanin. La etoile della danza si racconta a cuore aperto: dai ricordi di infanzia fino al grande successo e all’amore. “Non si può vivere solo di ricordi, bisogna pensare al futuro” precisa l’icona della danza mondiale che parlando della sua infanzia racconta – “quando sei piccola pensavo solo di giocare, arrampicarmi sugli alberi, rubare la frutta. Una semplicità di vita, di campagna e tutto questo è rimasto ed è molto forte”. La Fracci parla poi del marito e del primo incontro: “lui era già fidanzato di un’attrice importante, poi non so cosa è successo. Lui veniva sempre, anche quando feci Giulietta” e fa una inaspettata confessione: “volevo altri figli, mio marito no perchè facevo torto a quello che lasciavo a casa, questo è stato un errore mi è dispiaciuto tanto”. Sul finale la etoile parla della danza colpita dal Covid-19: “ho girato tantissimo, il fatto è che La danza è arta pura, va aiutata e valorizzata, bisognerebbe aiutarla a non farla morire”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Carla Fracci: “linee guida sulla danza? Avrebbero dovuto chiedere a noi

C’è anche Carla Fracci, tra gli ospiti della nuova puntata di Verissimo, il talk show del sabato pomeriggio di Canale 5 in onda anche oggi a partire dalle 16. La ballerina 84enne – considerata a livello mondiale tra le più grandi di tutti i tempi – sarà la vera star del salotto di Silvia Toffanin, considerato anche il fatto che – ultimamente – compare di rado in televisione. L’ultima volta è stato a dicembre, quando – all’interno di uno spazio a lei dedicato a Oggi è un altro giorno – ha parlato a lungo della sua vita pubblica e privata in compagnia del marito Beppe Menegatti, soffermandosi proprio su quest’ultimo punto. A tal proposito, lui ha dichiarato: “Se è stato un colpo di fulmine? Diciamo sull’‘elemento straordinario’ Carla Fracci, certamente”.

Carla Fracci: “Ecco perché vesto sempre di bianco”

Dopo aver raccontato la nascita del suo grande amore con il marito Beppe, Carla Fracci ha voluto rispondere a un’altra delle domande che si sente rivolgere di frequente, ossia quella relativa al suo modo di vestire. A detta di alcuni, nel suo armadio ci sarebbero solo ampi abiti bianchi, ma la Fracci sfata una volta per tutte questo mito: “Vestivo abiti leggermente larghi”, dichiara, in riferimento ai tempi passati. “Oggi la pancia si mostra… Io ho preferito fare così quando ero incinta”. Effettivamente, ha iniziato ad adottare questo stile quando aspettava Francesco, il suo unico figlio, a fine anni Sessanta.

Già una volta, in un’intervista del 2017 al Corriere della Sera, le avevano chiesto conto di questa particolare usanza. E lei aveva risposto: “Nel guardaroba invernale, da qualche parte, ho anche qualcosa di marrone e persino di verde… Il bianco? Cominciai durante la gravidanza, nel 1969. Avevo pochissima pancia ma cercavo un modo per accentuare ancora di più la riservatezza di quel momento. Il bianco come discrezione, insomma. C’è una fotografia che mi ritrae a luglio, a Forte dei Marmi, con pantaloni e chemisier immacolati, accanto a Eugenio Montale”.

Carla Fracci critica le decisioni del Governo

“Ben vengano le regole, in tempo di coronavirus, anche per la danza. Ma leggendo le ‘linee guida’ del Governo sembrano scritte da persone che ignorano completamente questo mondo”. Queste le parole di Carla Fracci riguardo all’emergenza pandemica che ha investito anche il suo mondo, la danza, e ai provvedimenti presi dall’esecutivo alla luce dell’emergenza. Le riporta Adnkronos in un articolo datato quest’estate, in cui si legge anche la sua esortazione: “Forse sarebbe servito semplicemente chiedere consigli, suggerimenti a coloro che in questo settore vivono e lavorano. Non nascondiamolo la situazione è complicata, difficile, a volte sembra senza via d’uscita. Ma non possiamo continuare a paragonare i danzatori agli atleti, le classi quotidiane agli allenamenti. Dobbiamo, però, difenderci dal virus, magari come hanno già fatto in molti. Misurando la temperatura agli allievi prima di entrare a lezione, igienizzando i locali, se necessario fornendo certificati medici”.



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