Carlo Rambaldi, inventore di ET/ Figlia Daniela: “Ecco come nacque l’animatrone”

- Davide Giancristofaro Alberti

Carlo Rambaldi, il famoso inventore italiano di ET L'Extraterrestre: la figlia Daniela lo ha raccontato negli studi del programma di Rai Due, I Fatti Vostri

rambaldi 640x300 Daniela Rambaldi, figlia di Carlo (I Fatti Vostri)

Daniela Rambaldi è la figlia di Carlo, geniale mente che ha ideato E.T. L’Extraterrestre. “Questo che vedete – dice riferendosi ad un ET portato in studio a I Fatti Vostri – è il primo prototipo sottoposto a Steven Spielberg per avere l’ok alla produzione. Prima era stato prodotto un esemplare in scala di 30 centimetri poi è stato fatto questo protitipo in scala reale. ET era nato da una telefonata a mezzanotte dopo che Spielberg aveva spiegato di avere un problema. Il film inizialmente doveva essere un film horror ma Spielberg non era convinto e quindi ha rivisto tutta la sceneggiatura”.

Daniela Rambaldi ha continuato: “ET doveva essere un personaggio che doveva interagire con i bimbi, non doveva incutere paura. Come primo schizzo prese l’idea di questo collo che si allungava e una testa in avanti da un quadro suo del 1952, poi aveva bisogno di innocenza è l’ha trovata negli occhi del nostro gatto dell’Himalaya”. Daniela Rambaldi, figlia di Carlo, era una bimba quando venne realizzato ET: “Sono stata la prima chiamata a dare un’opinione proprio perchè ero una bimba, inizialmente non mi fece grande impressione ma mi era piaciuto perchè sembrava un po’ Paperino”.

CARLO RAMBALDI, LA FIGLIA DANIELA: “QUANDO VINCEVA GLI OSCAR…”

ET doveva ovviamente anche muoversi: “Penso si tratti del primo film dove il protagonista era un animatrone quindi dagli schizzi ha realizzato tutta la meccanica”. Carlo Rambaldi ha vinto tre premi Oscar, fra cui appunto quello per gli effetti speciali per ET: “Lui era molto schivo, riservato, timido, consegnava immediatamente l’Oscar a mia mamma poi a casa si scioglieva un po’ con la famiglia. La sua passione come è nata? Nel tempo, ma da piccolissimo mio nonno aveva una bottega per riparare le bici, mio padre la frequentava ed era affascinato dalla catena che muove le ruote e da lì è nata la sua curiosità e la sua passione”.

Che ricordi ha di papà? “Straordinario, l’ho visto molto poco, molto attento alla famiglia, un po’ particolare, lo vedevo la sera a casa non l’ho mai visto ad una recita, agli avvenimenti importanti, poi lui viveva nel suo mondo fantastico”. La casa Rambaldi “Era un punto di riferimento per gli americani di Hollywood che mia mamma invitava. Quello che ricordo di più è John Travolta che era un ospite fisso, amava la cucina di mia mamma”. Daniela Rambaldi ha concluso: “Papà Carlo l’ho visto commuoversi poche volte, le uniche volte che l’ho visto con gli occhi lucidi è stato quando sono nati i miei figli, si è emozionato”.





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