Caso Cappato torna alla Consulta/ Verrà esaminata punibilità suicidio assistito

Il Caso Cappato torna alla Consulta: previste due udienze pubbliche, poi la Camera di Consiglio. Riflettori accesi su punibilità suicidio assistito.

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Dj Fabo, processo a Marco Cappato (Foto: LaPresse)

A un anno di distanza dall’ultima udienza, il caso CappatoDj Fabo torna alla Consulta. Come riporta l’Ansa, riflettori accesi sulla punibilità dell’aiuto al suicidio: previste due udienze pubbliche, il 24 settembre e il 25 settembre, seguite dalla Camera di Consiglio. Si riapre il dibattito sul suicidio assistito dopo la presa di posizione sull’eutanasia del Consiglio Nazionale di Bioetica, con la Corte Costituzionale che aveva dato tempo al Parlamento fino al 24 settembre per discutere a proposito della possibile depenalizzazione dell’aiuto al suicidio. Il dibattito si è acceso nelle ultime settimane, ma non si è giunti a una risoluzione: con ogni probabilità, sarà la stessa Consulta a dare i criteri per legiferare a chi lo intesterà come incarico.

CASO CAPPATO TORNA ALLA CONSULTA: DUE UDIENZE PUBBLICHE

La Cei ha recentemente lanciato un appello al «no diritto alla morte», con il Card. Bassetti che si affida al premier Giuseppe Conte, e c’è anche chi in Parlamento è pronto a legiferare a tempo record per evitare il pronunciamento della Consulta. Intervenuto ai microfoni de Il Manifesto, Marco Cappato ha evidenziato: «Saremmo stati favorevolissimi se il Parlamento avesse raccolto l’invito della Consulta e avesse varato una legge. La Corte aveva dato un tempo di 11 mesi, per affrontare una questione tanto delicata. Considerando anche che da sei anni giace in Parlamento la legge di iniziativa popolare che abbiamo depositato, mai discussa», spiegando però che i partiti hanno deciso di rinunciare alla calendarizzazione e affermando che la mobilitazione «a favore della centralità del parlamento» sia un tentativo di eludere le indicazioni della Consulta. E Cappato mette nel mirino la pdl firmata dal leghista Pagano (appoggiata da Pd e LeU): «E’ una legge fatta per tradire le indicazioni della Consulta, non per attuarle. Bassetti ha anche chiesto di buttare all’aria la legge sul testamento biologico imponendo che nutrizione e idratazione artificiale non possano essere rifiutate».



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