Caso Roberta Ragusa/ Supertestimone Gozi: “Ho querelato Logli perchè dice bugie”

- Davide Giancristofaro Alberti

Le nuove dichiarazioni di Loris Gozi, il supertestimone del caso di Roberta Ragusa: “Ho querelato Antonio Logli”. Ecco cos’ha raccontato

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Loris Gozi a Mattino 5

Ribadisce la verità della sua testimonianza il signor Loris Gozi, quello che viene considerato di fatto il supertestimone nel processo riguardante la sparizione di Roberta Ragusa e che ha portato alla condanna del marito Antonio Logli. Raggiunto stamane dai microfoni del programma Mattino 5, in onda su Canale 5 e condotto dalla coppia Vecchi-Paniccui, ha spiegato: “Loris non ha imbrogliato nessuno è stato giudicato dai giudici – spiega Gozi – ci sono loro, ci sono gli avvocati, sono partite le querele e basta, ci sono delle querele. Io ho querelato il signor Logli? Si e anche avanzi di galera”, senza specificare comunque a chi si riferisca con tali parole.

Quindi il signor Loris Gozi ha proseguito, spiegando il perchè della ‘denuncia’: “L’ho querelato perchè dice delle bugie, dice che io sono d’accordo con la procura di Pisa quando non è così, io con il procuratore non ho mai avuto niente a che fare. Poi io se ho dei miei problemi non li vado a dire al primo carcerato che vedo in carcere, ho i miei problemi e li tengo per me”.

CASO ROBERTA RAGUSTA, IL SUPERTESTIMONE LORIS GOZI: “NON HO PARLATO PER AVERE UNO SCONTO DI PENA”

Secondo “l’accusa”, Loris Gozi avrebbe confessato quanto detto su Logli per ottenere uno sconto di pena dopo un furto: “Ho parlato con un carcerato dicendogli che mi sono inventato tutto per avere una riduzione di pena sul furto? Mi sono fatto 3 anni e 4 mesi per un pc – ribatte Loris Gozi – pensate voi se ci ho guadagnato qualcosa”.

Secondo la ricostruzione del processo, Loris Gozi avrebbe visto la sera del 13 gennaio del 2012, esattamente dieci anni fa quando scomparve appunto Roberta Ragusa, il signor Logli in auto a fari spenti: “Non faceva niente – aveva raccontato poco tempo fa lo stesso supertestimone ai microfoni di Storie Italiane – era fermo in macchina. Poi sono uscito col cane un’altra volta dieci-quindici minuti e ho visto un uomo e una donna (per la sentenza di condanna, Roberta Ragusa, ndr) che litigavano, sentito più che visto”.







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