Cassese: “Governo improvvisato e raccogliticcio”/ “Prova di forza? Conte indebolito”

- Carmine Massimo Balsamo

Il costituzionalista Sabino Cassese ai microfoni di Repubblica: “Mattarella? I suoi poteri sono a fisarmonica: ognuno la suona in un modo diverso”

Sabino Cassese
Sabino Cassese, presidente emerito della Corte Costituzionale (LaPresse)

Per l’esecutivo sarà un calvario: non usa mezzi termini Sabino Cassese ai microfoni di Repubblica. Interpellato da Eugenio Occorsio, il costituzionalista ha analizzato la crisi di Governo in corso dopo il voto di fiducia al Senato ed ha sottolineato che, data l’astensione di Italia Viva di Matteo Renzi, il Governo ha la possibilità di andare avanti ma solo con una maggioranza improvvisata e raccogliticcia.

«L’esecutivo ha voluto la prova di forza, ma in questo modo si è indebolito, perché sarà ora legato a una macchina che lo tiene in vita. Se la macchina viene spenta, l’ammalato muore», ha spiegato Sabino Cassese, che ha poi bacchettato il premier Conte: «Nella misura in cui vorrà rispettare decisioni del Parlamento (sappiamo che ha più volte evitato di farlo), per il governo sarà un calvario quotidiano. Bisogna, però, tener conto anche di eventi futuri: quale sarà la definitiva compagine governativa?».

SABINO CASSESE: “MATTARELLA? I SUOI POTERI SONO A FISARMONICA”

Sabino Cassese ha poi messo in rilievo che la Costituzione dispone che il premier mantiene l’unità dell’indirizzo politico amministrativo e fino a questo momento «ha mantenuto piuttosto la molteplicità degli indirizzi, nei tre governi presieduti: populista, antieuropeista e antiparlamentare; poi parlamentarista ed europeista. Attendiamo ora la terza incarnazione».

Una battuta anche sul ruolo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Fu Giuliano Amato che usò per primo la formula della fisarmonica per i poteri del presidente. E ognuno l’ha suonata in modo diverso. In questo caso, distinguendo nettamente tra la nascita del governo e la sua vita e conclusione, la prima nelle mani del presidente, le seconde in quelle del Parlamento».



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