Catania, 13enne violentata da 7 egiziani nei bagni di Villa Bellini/ Il fidanzato minacciato e bloccato

- Chiara Ferrara

A Catania una 13enne è stata violentata da 7 egiziani nei bagni pubblici di Villa Bellini: l'agguato mentre si trovava col fidanzato di 17 anni, minacciato e bloccato

Auto della polizia (Foto: Pixabay) Auto della polizia (Foto: Pixabay)

Una 13enne è stata violentata da sette egiziani, di cui tre minorenni, nei bagni pubblici di Villa Bellini, a Catania. L’episodio, come riportato dal Giornale di Sicilia, è avvenuto lo scorso 30 gennaio, quando la ragazzina si trovava nel parco insieme al fidanzato di 17 anni. Il gruppo li ha avvicinati e dopo avere bloccato con la forza e minacciato quest’ultimo, si è allontanato con la malcapitata, abusandone ripetutamente. Due avrebbero compiuto materialmente lo stupro, gli altri cinque sarebbero rimasti a guardare.

La vittima, dopo la fuga del branco, è stata soccorsa proprio dal fidanzato, anche lui sconvolto. Alcuni passanti si sono accorti di loro in via Etnea e hanno allertato le forze dell’ordine. La coppia ha dunque denunciato alle autorità quanto subito, facendo scattare le indagini. Sul caso sono state aperte due inchieste. Una del Tribunale dei Minori e una di quello ordinario. Le testimonianze dei diretti interessati sono state provvidenziali per identificare gli autori del brutale gesto, che sono stati fermati.

Catania, 13enne violentata da 7 egiziani nei bagni di Villa Bellini: le indagini

Uno dei primi egiziani ad essere stati fermati ha collaborato con gli inquirenti, fornendo le indicazioni utili a identificare gli altri suoi connazionali coinvolti. L’ultimo è stato arrestato mentre stava recuperando le sue cose nella comunità dove viveva nel tentativo di darsi alla fuga. La 13enne violentata nei bagni pubblici di Villa Bellini a Catania ha poi riconosciuto uno dei suoi aguzzini. Per incastrarli tuttavia saranno fondamentali anche i dati dei loro cellulari, che sono stati sequestrati, dove potrebbero anche esserci dei video dello stupro. Inoltre, sono state raccolte anche diverse tracce biologiche per essere poi comparate con il Dna degli indagati.

In un comunicato della Polizia viene spiegato che i sette egiziani sono “entrati in Italia da minorenni e, in forza della legislazione vigente, accolti in strutture; in ragione della minore età vige, infatti, il divieto di espulsione con la possibilità del rilascio da parte della questura competente del permesso di soggiorno fino al compimento della maggiore età”. Gli autori materiali della violenza sarebbero ancora minorenni.





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