Cesare Cremonini, morto papà Giovanni/ “Mi hai visto arrivare dove ho sempre sognato”

- Hedda Hopper

Lutto per Cesare Cremonini costretto a dire addio a papà Giovanni: “Ha cambiato la mia spiritualità”. Dal racconto dell’ictus all’addio definitivo e la dedica.

cesare cremonini pap instagram

A San Lazzaro era “il dottore”, per Cesare Cremonini era “nostro padre, mio e di mio fratello Vittorio”. Giovanni non c’è più, ha detto addio ai suoi cari all’età di 94 anni e il cantante lo saluta con parole di grande stima e affetto e con delle immagini sfocate della sua infanzia. Il ricordo è quello di una persona disposta sempre ad aiutare il prossimo e non solo per lavoro. In tanti hanno pianto la sua scomparsa e hanno voluto ricordare Giovanni con un messaggio o un pensiero. “Oggi in tantissimi vogliono dirti grazie. Al posto mio avresti di sicuro smorzato l’emozione con uno dei tuoi proverbi.” ha infatti scritto Cesare Cremonini, che si è poi lasciato andare anche ad un ricordo d’infanzia: “Da ogni visita notturna tornavi con un regalo per me e mio fratello, e mi raccontavi chi erano le persone che avevi guarito. Ci hai insegnato così il valore dell’uguaglianza e della gratitudine nel fare parte di una comunità”. (Aggiornamento di Anna Montesano)

IL COMMOVENTE RICORDO DI CESARE CREMONINI

Cesare Cremonini ha ricordato il padre condividendo un video su Instagram. “Eri nostro padre, mio e di mio fratello Vittorio, ma anche “al dutåur”, il dottore, per tutti gli altri. Scegliesti un angolo del mondo per cominciare. Un posto dove nessuno prima di allora aveva mai visto un medico. E dopo tutta una vita dedicata agli altri, hai visto? Oggi in tantissimi vogliono dirti grazie”, scrive il cantautore. “Al posto mio avresti di sicuro smorzato l’emozione con uno dei tuoi proverbi. – prosegue – I tuoi pazienti sono stati i tuoi figli e io sono orgoglioso di essermi sentito pari a loro. Da ogni visita notturna tornavi con un regalo per me e mio fratello, e mi raccontavi chi erano le persone che avevi guarito. Ci hai insegnato così il valore dell’uguaglianza e della gratitudine nel fare parte di una comunità. Mi hai visto partire da un pianoforte più alto di me, appoggiato a un muro di casa, dove mi chiedevi di suonare la sera per toglierti la stanchezza, e mi hai visto arrivare dove ho sempre sognato”. Successivamente Cesare conclude: “Non smetterò mai di pensarti e cantarti, perché con te il mondo era più bello. Ma se una canzone che stia al posto tuo non c’è, eccola qua. È come se fossi con me. Ciao babbo”. (Aggiornamento di Valentina Gambino)

IL DOLORE DI CESARE

Cesare Cremonini è in lutto e gli amici, i fan e la sua famiglia si stringono intorno a lui in seguito alla perdita dell’amato papà Giovanni. L’ex frontman dei Lunapop era assente sui social ormai da un paio di giorni ma nessuno immaginava ancora il perché almeno fino a che non si è divulgata la notizia della morte di Giovanni Cremonini, padre di Cesare ma anche medico e nutrizionista a San Lazzaro fino al 1952, anno della sua pensione. Molto amato dalla sua comunità, in occasione del suo 90esimo anno di età gli è stata conferita anche una targa per il suo impegno da parte dell’ex sindaco di San Lazzaro, Marco Macciantelli, e, proprio due anni fa, si decide di intitolare proprio a lui la sala della Casa della Salute di San Lazzaro.

LUTTO PER CESARE CREMONINI, MORTO PAPA’ GIOVANNI

Una serie di riconoscimenti che sono arrivati quando il dottore era ancora in vita e che lo hanno reso felice per una vita dedita al lavoro e ai suoi pazienti, come lo stesso Cesare Cremonini ha sottolineato spesso: “Per il mio babbo sono stato un figlio ma anche un paziente, perché ha trattato tutti i suoi pazienti come dei figli”. Giovanni Cremonini si è spento in una stanza dell’ospedale Sant’Orsola dove era ricoverato e i funerali sono in programma nella chiesa Santa Maria Assunta e San Gabriele dell’Addolorata di Idice domani, giovedì 19 settembre alle ore 10. Lo scorso luglio fu lo stesso Cesare Cremonini a parlare del rapporto con suo padre e, in particolare, raccontò di quando, qualche anno prima, fu il primo a soccorrerlo in seguito ad un ictus. Al Corriere della Sera raccontò: “Lo operarono immediatamente emi ritrovai a pregare per lui nella sala di aspetto. ‘Dio fammi risentire ancora una volta la sua voce!’…quel momento ha cambiato profondamente la mia vita, il mio rapporto con lui e la mia spiritualità“.

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