Chef Manuel Costa ucciso/ L’ombra di un affare da 100mila euro dietro l’omicidio

- Giovanna Tedde

Si indaga anche sul movente economico nell'inchiesta sull'omicidio del giovane chef Manuel Costa, vero nome Emanuele Costanza, cugino dell'ex gieffina Floriana Secondi ucciso a Roma.

Chef Manuel Costa (Foto: Instagram) Chef Manuel Costa (Foto: Instagram)

Spunta l’ombra di un movente economico e di un presunto affare da 100mila euro dietro l’omicidio del giovane chef Manuel Costa, vero nome Emanuele Costanza, ucciso a Roma con un colpo di pistola alla testa pochi giorni fa. La vittima, titolare dell’osteria degli Artisti e cugino dell’ex gieffina Floriana Secondi, è stata trovata senza vita all’interno di un’auto all’Esquilino e per il delitto si sarebbe costituito un 43enne di origine campana, Fabio Giaccio, ex socio del cuoco che sarebbe stato fermato con l’accusa di omicidio volontario.

Le indagini della Squadra mobile procedono a ritmo serrato e non si esclude che lo chef 41enne possa essere stato assassinato per questioni di soldi. Secondo quanto riportato da Repubblica, in un messaggio vocale inviato a ridosso della morte, Manuel Costa avrebbe parlato ad un amico di presunti attriti con l’ex socio – che oggi risulterebbe indagato per il delitto – maturati nel contesto della gestione di un altro locale di cui Costa si sarebbe occupato, il Metropolis, e davanti al quale sarebbe stato trovato il suo corpo: “Mi stanno a fa tutte cose e proposte. Te damo i sordi però prima apri il locale. Io gli ho detto senti: l’ultima volta ha preso, mi ha mollato le chiavi e se n’è andato via“.

La ricostruzione del presunto movente dietro l’omicidio di Manuel Costa a Roma

A riportare la ricostruzione di un possibile movente dietro l’omicidio dello chef 41enne romano Emanuele Costanza, noto nel settore come Manuel Costa, è Repubblica. A fare da sfondo alla morte del cugino di Floriana Secondi ci sarebbe un affare di 100mila euro, questione che sarebbe andata male incrinando i rapporti tra la vittima e l’ex socio che avrebbe confessato il delitto, Fabio Giaccio. Secondo quanto riportato dal quotidiano, tra i due le cose sarebbero andate sempre peggio in relazione a un presunto affare da 100mila euro legato alla gestione del locale Metropolis, attività che, stando a una prima ricostruzione, il 43enne indagato avrebbe avuto in mano in passato e che avrebbe lasciato per poi tornare sui propri passi e tentare di riprenderlo.

In un audio inviato ad un amico, Manuel Costa, pochi giorni prima di essere ucciso, avrebbe descritto i contorni della faccenda spiegando i motivi dei presunti recenti dissidi con Giaccio: “Noi ci eravamo messi d’accordo che a maggio mi avrebbe dato 100mila euro. Ma mo’ sti 100mila euro non me li dà finché non lo metto in condizioni di aprirlo. Io gli ho detto ‘Non è che dipende da me, dipende da te’“. In un altro vocale, Manuel Costa avrebbe raccontato allo stesso amico della presunta interferenza di un fratello dell’ex socio e di come quest’ultimo volesse recuperare 30mila euro spesi per la passata gestione: “Mi stanno a fa tutte cose e proposte. Te damo i sordi però prima apri il locale. Fra un mese se il locale lo fai funzionare allora ti diamo i soldi. Io gli ho detto ‘Senti: l’ultima volta ha preso, mi ha mollato le chiavi e se n’è andato via’ (…). Ho dovuto pagare l’affitto gennaio, febbraio e marzo e sono tre mesi che tengo il locale chiuso. Io indietro non gli ho ridato più una lira logicamente. (…) Il locale sta qua, tu te ne sei voluto andare via e io ho dovuto pagare i tre mesi di affitto. Mo rivuoi il locale perché non vuoi perdere quei 30mila euro che hai speso…“.





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