Chiamano la figlia Ikea e ottengono un divano in regalo/ Lei cambia nome appena può

- Davide Giancristofaro Alberti

La curiosa storia di Jasmine, una ragazza inglese che i suoi nomi decisero di cambiare Ikea, come il nome della multinazionale svedese

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Ikea (Pixabay)

Curiosa la storia di Ikea, non il famoso store di mobili nordico, bensì una ragazza inglese, precisamente di Norwich, nel nord del Paese. I suoi genitori, non si sa bene per quale motivo, avevano deciso di chiamare la figlia proprio in quel modo, e la ragazza, appena ha potuto, ha deciso di ricorrere alle vie legali cambiando appunto il proprio nome. A raccontare questa curiosa vicenda è il tabloid britannico Mirror, che scrive di come 19 anni fa una madre, mentre era in dolce attesa, vide uno spot televisivo della nota catena di negozi di arredamento, pensando quindi di chiamare la figlia proprio con il nome di Ikea.

Vista la “fedeltà” dei coniugi Dagless, l’azienda decise di premiare gli stessi, regalando loro un divano e non solo. “Quando ero molto piccola – ha raccontato la storia la stessa Ikea – mia madre ricevette una lettera dall’Ikea nella quale veniva offerta una fornitura di giochi gratis e qualche altro benefit: io ricevetti alcuni giocattoli, mia madre un divano”.

IKEA, LA RAGAZZA CHE SI CHIAMAVA COMA LA MULTINAZIONALE SVEDESE: “ALL’IKEA CI VADO”

Ovviamente, come sottolineano anche i colleghi di Skytg24.it, il nome della ragazza non poteva di certo passare inosservato, e con il passare degli anni e la crescita, la bimba venne presa di mira, divenendo spesso e volentieri oggetto di sfottò per il suo curioso nome: “anche perché – spiega ancora la giovane 19enne – i bambini non sapevano neanche cosa fosse Ikea, per quanto in famiglia molti usavano il diminutivo Kea”.

Così, quando aveva 12 anni, l’età minima prevista dalla legge britannica, Ikea decise di farsi cambiare nome all’anagrafe, e da 7 anni a questa parte si chiama Jasmine. “Se vado all’Ikea? – ha concluso la sua intervista l’ex Ikea – Perché no? Lo considero una specie di tour sentimentale”. Quella di Ikea è senza dubbio una vicenda curiosa ma la storia, soprattutto quella recente, è piena di casi di nomi particolari dati ai figli dopo dei “colpi di testa” dei genitori.







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