Chiara Alessandri, chiesto ergastolo/ Omicidio Stefania Crotti: sentenza il 26 marzo

- Silvana Palazzo

Gorlago, chiesto ergastolo per Chiara Alessandri: è imputata nel processo per l’omicidio di Stefania Crotti: sentenza il 26 marzo. Oggi in aula il marito della vittima

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Chiara Alessandri (Quarto Grado)

Ergastolo per Chiara Alessandri: questa la richiesta avanzata dal pm Teodoro Catananti per l’omicidio di Stefania Crotti, la “rivale” in amore. Era la moglie dell’uomo con cui per alcuni mesi nel 2018 aveva intrecciato una relazione. È accusata di averla uccisa, per la precisione i reati di cui deve rispondere sono omicidio premeditato e distruzione di cadavere. Oggi c’è stata la nuova udienza del processo, in rito abbreviato davanti al gup Alberto Pavan, al tribunale di Brescia. Si tiene lì perché l’autopsia ha accertato che la vittima ad Erbusco era ancora viva. Chiara Alessandri, secondo quanto riportato da Il Giorno, è stata sentita meno di mezz’ora. Rispetto agli interrogatori ha spiegato di aver colpito Stefania Crotti con un martello, un particolare che finora non aveva mai rivelato. La 44enne ha detto anche di aver agito nel garage di casa per difendersi dalla “rivale” che avrebbe tentato di colpirla per prima.

OMICIDIO STEFANIA CROTTI, 26 MARZO SENTENZA PER CHIARA ALESSANDRI

La sentenza del processo sull’omicidio di Gorlago è attesa il 26 marzo 2020. Oggi si è tornati in aula per la richiesta di condanna: in aula c’era anche il marito della vittima, Stefano Del Bello, che si è costituito parte civile (rappresentata dall’avvocato Luigi Villa). Con lui l’imputata Chiara Alessandri aveva avuto una relazione, poi l’uomo la lasciò per riavvicinarsi alla moglie. Per la procura, l’idea di perdere l’amato l’ha trasformata in omicida. Avrebbe quindi attirato Stefania Crotti nel suo garage con un biglietto per una finta festa a sorpresa organizzata dal marito. Nel piano ha coinvolto un amico, che è estraneo all’indagine. Una volta in trappola, avrebbe stordito la “rivale” con quattro martellate, poi l’ha caricata nel baule della sua auto e ha dato alle fiamme il corpo nelle campagne di Erbusco, quando era ancora agonizzante. Chiara Alessandri ha sempre negato la premeditazione e il rogo del corpo.



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