Christian De Sica/ “Il fantasma che mi terrorizza di più è la malattia”

Christian De Sica regista e attore di Sono solo fantasmi, una storia paranormale con un fantasma: “Mio padre Vittorio? Penso che mi protegga”.

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Christian De Sica in Sono solo fantasmi

Christian De Sica regista e attore protagonista di Sono solo fantasmi, una horror comedy al cinema dal 14 novembre 2019. Una storia paranormale con un fantasma che lo vede affiancato da due amici come Carlo Buccirosso e Gianmarco Tognazzi: «La cosa difficile era l’equilibrio dei toni tra due generi diversi: l’horror e la commedia. Se metti troppa paura poi è difficile far ridere, allora ho cercato la simpatia della commedia italiana, ma con momenti di suspense veri», le sue parole a Tv Sorrisi e Canzoni. De Sica poi si è soffermato sul fantasma che lo terrorizza di più al giorno d’oggi: «La malattia. Ne sono terrorizzato più della morte. Ho cominciato a fare film a 18 anni, sono 50 anni di questo mestiere e per farlo ci vuole una salute di ferro». Un film originale che contiene tanti omaggi al padre Vittorio De Sica: «Anche lui un fantasma con cui fare i conti? Io penso che mi protegga».

CHRISTIAN DE SICA: “PARLO CONTINUAMENTE CON MIO PADRE VITTORIO”

Nella lunga intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni, Christian De Sica ha confessato di parlare continuamente con il padre: «Quando sono in teatro, prima di salire sul palco dentro di me dico: “Dio mio, chi me l’ha fatto fare di scegliere questo mestiere?”, poi mi faccio il segno della croce e dico: “Papà, aiutami tu!”. Succede ogni volta, per tutte le repliche. Lui mi aiuta? Finora sempre. A parte un paio di volte che mi sono dimenticato le battute». Come dicevamo, in Sono solo fantasmi ci sono tanti riferimenti al padre Vittorio, tra i più grandi attori della storia del cinema italiano, e Christian ha un sogno: «Vorrei tanto girare La porta del cielo, il film che racconta la storia dell’incontro tra mio padre e mia madre Maria Mercader, ai tempi in cui lei era una giovanissima attrice spagnola e lui girava, appunto, La porta del cielo. Chissà magari Netflix potrebbe aiutarmi a realizzarlo», le sue parole ai microfoni de La Stampa.



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