MISS ITALIA 2010/ Raiuno, la serata finale di lunedì 13 settembre alle 21.10

- La Redazione

Tutto pronto per la serata delle finali di Miss Italia, che si svolgeranno a Salsomaggiore Terme dall11 al 13 settembre. Il programma del concorso di bellezza sarà presentato in prima serata su Rai 1 per la seconda volta da Milly Carlucci che sarà affiancata dal principe Emanuele Filiberto

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La conduttrice di Miss Italia 2010, Milly Carlucci
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Miss Italia 2010, tutto pronto per la serata finale di lunedì 13 settembre che sarà trasmessa in diretta su Raiuno alle 21.10. Mentre sabato, sempre dalle 21.10 su Raiuno, sarà  assegnata la fascia di Miss Cinema e domanica quella di Miss Eleganza. Il programma del concorso di bellezza sarà presentato per la seconda volta da Milly Carlucci che sarà affiancata dal principe Emanuele Filiberto. Il principe intervisterà le aspiranti Miss Italia per conoscerle meglio e mostrare al pubblico anche le loro «qualità nascoste. La giuria sarà composta da personaggi della tv come Christian De Sica, Guillermo Mariotto, stilista venezuelano di origini italiane, e Flavio Insinna. Chi invece avrà il compito di incoronare la più bella del concorso sarà lattrice Usa Sharon Stone. Ledizione di Miss Italia 2010 sarà suddivisa in serate a tema, come nel 2009.

Una serata sarà dedicata al cinema, un’altra alla moda e l’ultima serata alla finalissima che vedrà in passerella le 15 donne più belle. Le 60 ragazze saranno divise in due gruppi attinenti ai temi delle serate, Cinema e Moda. Ogni sera saranno presentate 30 concorrenti per l’assegnazione dei due titoli del concorso, Miss Cinema e Miss Eleganza.

 

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Tra le 60 finaliste in gara otto sono minorenni, mentre la regione più rappresentata è il Lazio, con ben sei bellezze in passerella. Nel regolamento di Miss Italia 2010 sono 14 i requisiti richiesti alle concorrenti. Tra gli altri, essere di sesso femminile fin dalla nascita, compiere almeno 18 anni entro il 31 marzo 2011 e non più di 26 anni alla data del 31 dicembre 2010, oltre che essere incensurate e «non essere mai state implicate in fatti o vicende di pubblica rilevanza offensivi della morale comune».

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