IN MEZZ’ORA/ La Crisi: i ministri del Governo Monti sotto la lente di Lucia Annunziata

- La Redazione

La puntata odierna di ‘In mezz’ora’ si apre con la notizia del giuramento del nuovo governo al Quirinale. Oggi non erano presenti solo i media nazionali ma anche quelli internazionali

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Immagine d'archivio

In mezz’ora: la crisi – La puntata odierna di “In mezz’ora” si apre con la notizia del giuramento del nuovo governo al Quirinale. Oggi non erano presenti solo i media nazionali ma anche quelli internazionali. Ci sono alcune questioni fondamentali da discutere stasera. Questo è un governo di tecnici ma in cui sono presenti anche dei banchieri. Sembra essere insomma il governo di poteri forti ed alcune sopracciglia alzate ci sono state oggi pomeriggio, come quelle di Alberto Calderoli, ministro uscente. I poteri forti sono un argomento che torna spesso un po’ come un incubo, come un timore. La Annunziata ne vuole parlare senza suonare trombe e campane, sentendo il parere della Lega. 
Una cosa sembra fatta proprio apposta contro la Lega nord, cioè la scomparsa di due ministeri della Lega e la comparsa del Ministero della coesione nazionale che sembra uno schiaffo alla lega. Oggi, dice Calderoli, c’è festa, ma quando arriveranno le prime tasse, come quella sulla prima casa, in molti non festeggeranno più. Il Ministero della Coesione Territoriale inoltre sembra un po’ una barzelletta. Calderoli usa la parola “risentimento” e parla non tanto di uno schiaffo contro la Lega ma contro i cittadini del nord che nelle riforme ci credono davvero. Calderoli personalmente non è d’accordo con un governo tecnico, perché non è stato votato dai cittadini. La Annunziata rimarca il fatto che questo governo ha nove ministri del nord (6 milanesi) e tre romani, con professori, avvocati, banchieri, prefetti, di 63 anni di età media. Un governo del nord e molto laureato dunque. Calderoli dice che mancano però le persone normali, manca chi rappresenti il mondo del lavoro, dell’impresa. 
Cancellieri, dice Calderoli, è senza dubbio uno dei migliori prefetti in circolazione. Però un paio di ministeri secondo lui non vanno, perché il fatto che il presidente del consiglio si è tenuto l’interim dell’economia e poi ha affidato l’altro ministero economico a Passera, qualche dubbio lo mette. C’è secondo Calderoli, una presenza eccessiva del mondo bancario. Non è un governo di larghe intese, ma di larga Intesa, nel senso della banca. Sul banco degli imputati ci sono banche e mondo finanziario, quindi come si può risanare il Paese in mano a queste persone che con quel mondo hanno a che fare? Calderoli non crede che questo governo sia nato negli ultimi giorni, ma è stato montato creando questo governo dei migliori, che però ora dovranno dimostrare di esserlo, perché gestire il governo non è come gestire una banca. 

Si dice che in questo governo ci sarebbero dei conflitti di interesse, come quello di Passera nei trasporti. Calderoli si augura che così non sia, ma è evidente che i dati sono oggettivi e non si possono negare. Fa discutere che questo governo di tecnici ha dentro una filiera molto precisa non solo di cattolici, ma della Riunione di Todi, riunione di grandi nomi cattolici, con Passera, Ornaghi e Riccardi. Questo, dice Calderoli, non può che confermare che questo governo vede coinvolti anche gli editori delle testate giornalistiche maggiori che fanno opinione e che hanno interessi specifici. La Annunziata ricorda la celebrazione della nascita della DC, con il taglio del nastro da parte di Forlani e De Mita. casini però ha coniugato questo in termini politici ed ha detto che questa è la fine della diaspora della DC. 
Calderoli dice che spera che non si ritorni al passato perché i partiti nazionali non si rendono conto che con un governo del genere saranno proprio PDL e PD ad essere messi in discussione. Berlusconi intanto ha detto che bisognerà valutare in base ai fatti. La Lega invece si è collocata all’opposizione sulla base della composizione scelta per il governo. Occorre ora che qualcuno prospetti le cose come avvengono nella realtà e non come se fosse tutto bello. Adesso Calderoli sta preparando il Parlamento della Padania e ci sarà tanto lavoro da fare, dice. Per rimanere in Padania, la Annunziata ha chiamato un Bocconiano, Tito Boeri, e gli chiede se ha ascoltato le parole del senatore Calderoli e da Bocconiano nordico quale è lui, gli chiede quale sia il punto di vista su questo governo. 
Boeri ha una visione completamente opposta, perché dice che Passera si è dimesso da Banca Intesa e quindi i conflitti di interesse non ci sono al momento. Al ministro Calderoli però dice che non ha diritto a parlare perché i conflitti di interesse c’erano invece nel loro governo e non in questo. Il paradosso è che l’uomo Berlusconi che è sempre stato attento al business e alla politica, alla fine sembra aver scelto il business perché ha capito che non poteva più gestire l’economia italiana. Dunque è prevalso l’interesse sulla politica? Questa è la domanda della Annunziata. Boeri dice che si è trattato di un mondo eccellente per Berlusconi di perseguire i suoi interessi. Tra l’altro, egli ribadisce, nel nord la Lega è penetrata nelle banche ed ha cercato di mettere in piedi un sistema di potere con le banche locali. 

Inoltre Boeri vorrebbe commentare sui ministeri aboliti e dice che quello per la semplificazione legislativa che dirigeva Calderoli, non ha affatto funzionato, anzi ha fallito completamente. Il Federalismo anzi ha lasciato in eredità moltissimi atti legislativi che devono ancora essere fatti, dunque una complicazione legislativa e non una semplificazione. Boeri ritiene che le competenze nel Governo ci sono, ma ora bisogna vedere ovviamente come agiranno. Pare intanto che Sarkozy abbia detto che Berlusconi era patetico ma che l’Italia lo amava. Boeri dice che è stato vero ma solo in passato. La Annunziata invece ritiene Sarkozy un po’ maleducato.

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