BORIS/ Il film tratto dalla serie tv con Francesco Pannofino e Pietro Sermonti

- La Redazione

Su Rai Tre va in onda Boris – Il film, diretto e co-sceneggiato da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. tratto dalla serie tv omonima e interpretato dallo stesso cast

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Boris - Il film

Questa sera, venerdì 4 ottobre 2013, su Rai Tre va in onda alle 21.05 Boris – Il film, commedia italiana del 2011 diretta e co-sceneggiata da Luca Vendruscolo, Mattia Torre e Giacomo Ciarrapico. Il film è tratto dall’omonima serie televisiva andata in onda dal 2007 al 2010 sui canali satellitari FX e Fox e successivamente in chiaro su Cielo e sulla Rai. Il personaggio di Corinna Negri ha fatto vincere a Carolina Crescentini il “Nastro dargento alla migliore attrice non protagonista”. Ma vediamo la trama del film. René Ferretti (Francesco Pannofino) è impegnato sul set con le riprese di una fiction televisiva che non lo entusiasma più di tanto. Il pretesto per abbandonare il progetto e ritirarsi dalla televisione è lennesima imposizione da parte della rete e di Diego Lopez (Antonio Catania). René trascorre diversi mesi chiuso in casa. Dopo il suo allontanamento dal set la troupe rimane senza lavoro e Sergio (Alberto Di Stasio), il direttore di produzione rimasto disoccupato, viene colto da un infarto. Lopez per salvare la sua poltrona dirigenziale fa di tutto per convincere René a riprendere in mano la cinepresa, e arriva a offrirgli la direzione di una soap di basso livello dal titolo “Sottaceto”. René rifiuta. Quando oramai tutto sembra perduto, Sergio confida a René di essere riuscito a ottenere i diritti del best seller “La Casta”. Dopo anni trascorsi a filmare soap di bassa qualità, finalmente gli si presenta loccasione di abbandonare la televisione per passare al cinema e girare una pellicola dautore alla “Gomorra”.

I due amici presentano il progetto a Lopez che pur di riconquistare il suo posto dirigenziale non perde tempo e contatta i vertici della rete per farsi dare il via libera alla realizzazione del progetto.René da subito si mette alla ricerca di scrittori validi per stendere la sceneggiatura, ma alla fine deve ripiegare sui soliti tre sceneggiatori di sempre, che da subito gli mettono il bastone fra le ruote proponendogli non un film inchiesta, ma un film allusivo e metaforico. Il progetto si rivela lo stesso interessante, René ottiene i migliori collaboratori tra cui lattrice Marilita Loy (Rosanna Gentili).

Già dai primi “ciak” la situazione è insostenibile: la nuova troupe considera René un mediocre regista di soap; Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti) interrompe continuamente le riprese perché vuole a tutti i costi interpretare il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Una battuta sarcastica del direttore della fotografia manda su tutte le furie René che licenzia la troupe e la sostituisce con il suo vecchio gruppo di lavoro. A metà riprese Sergio arriva con una bella notizia: Francesco Campo (Claudio Gioè), un giovane attore emergente, vuole partecipare al film, però in cambio vuole l’inserimento nel cast di Corinna Negri (Carolina Crescentini), soprannominata “la cagna maledetta” per la sua incapacità nel recitare. René accetta il compromesso poiché a compensare l’inettitudine interpretativa di Corinne ci sono le magistrali performance di Campo. Peccato però che lattore è dipendente delleroina e muore sul set durante le riprese. 

Ai suoi funerali René e Alessandro (Alessandro Tiberi) scoprono che Lopez ha mentito e la rete non ha mai accolto il loro progetto. Sergio reagisce di malo modo e viene colpito da un altro infarto. Con Sergio in fin di vita e le riprese sospese René affronta a muso duro Lopez e lo costringe a prendersi le sue responsabilità. Alla fine Lopez riesce a risolvere la situazione convincendo la rete a finanziare il progetto cambiando il film in un cine-panettone. René cede al sistema e accetta di trasformare la pellicola in un commerciale film di Natale con scadenti battute, comicità volgare e la presenza di belle donne.

Alla prima, il film riscuote molto successo, l’unico a esserne amareggiato è lo stesso René. Il regista capisce che la gente del cinema è peggiore di quella della televisione e con il cuore affranto ritorna a fare il suo vecchio mestiere, riprende le riprese della sua soap di basso livello senza lamentarsi più di tanto.

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