FABRIZIO CORONA/ Lele Mora: era come un figlio, poi è stato la mia rovina

- La Redazione

Intervistato da Alba Parietti a Chiacchiere, su Vero, Lele Mora presenta la sua nuova autobiografia “Le mie verità” e racconta del suo rapporto agente-padre con Fabrizio Corona

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Fabrizio Corona (Infophoto)

Lele Mora, ospite di Alba Parietti a Chiacchiere su Vero Tv, ha presentato il suo suo nuovo libro “Le mie verità”, la biografia in cui lex agente dei vip ripercorre la sua vita. Accompagnato dalla figlia Diana e da Don Mazzi, che lo ho seguito durante il percorso di riabilitazione, Lela Mora è apparso un uomo diverso, cambiato, non solo nel fisico: “Adesso sono sereno, mi sono riavvicinato alla famiglia e agli amici veri. Per certi versi luomo che ero prima mi piaceva, ma adesso non tornerei più ad esserlo“, ha confessato ad Alba Parietti. Numerosissimi gli argomenti affrontati senza peli sulla lingua, a cominciare dal suo ruolo di agente-padre nei confronti di alcuni personaggi, come Fabrizio Corona, fino un aneddoto sul giorno dell’arresto: “Ero in ufficio a fare una riunione e avevamo tutte le televisioni accese, a un certo punto viene annunciato il mio arresto. Ho continuato la riunione e dopo 15 minuti è arrivata la Finanza con il mandato, ho fatto due telefonate e sono stato portato via. Sotto il mio ufficio era già pieno di telecamere giornalisti e tv, è stato orribile“.

Quando la Parietti gli chiede di raccontare la vita in carcere, Lele Mora ricorda un episodio vissuto con Olindo Romano, in carcere per la strage di Erba. “Ero in isolamento, il mio vicino di cella era Olindo Romano. Non potevamo comunicare, ma ricordo di averlo visto qualche volta perché era riuscito ad avere il permesso di uscire dalla cella un giorno la settimana per pulire i corridoi. Lo stesso giorno avevamo il permesso di comprare qualcosa dalla prigione, così un giorno comprai una brioche e gliela diedi“. La figlia Diana legge una lettera, che commuove profondamente Mora, in cui dichiara che dal tanto male sofferto il loro rapporto ne sta uscendo rafforzato: “Il bene non fa mai clamore, luomo che sei dietro il personaggio lo hai sempre nascosto. Abbiamo pagato un prezzo molto alto, ma adesso ci siamo riuniti come una vera famiglia“. La parte più “calda” dell’intervista inizia quando Alba Parietti affronta la questione dei rapporti con i colleghi del mondo dello spettacolo: chi nel momento di difficoltà si è rivelato un amico? Platinette, Elenoire Casalegno, la Ferilli si sono rivelati amici veri; Gigi DAlessio ha fatto un concerto gratuito in carcere; Simona Ventura gli ha scritto ed è stata la prima a chiamarlo quando è uscito di prigione. 

Ma oltre agli amici ci sono stati altri che gli hanno voltato le spalle, come il suo pupillo Fabrizio Corona: “Adesso voglio ricordare solo gli amici veri, quelli che mi hanno voltato le spalle non li considero. Per quanto riguarda Fabrizio invece, posso solo dire che mi ha fatto molti danni, che gli volevo bene, ma nel 2009 gli ho scritto una lettera dove gli ho detto di stare lontano da me. Fabrizio, come tanti, è stato cresciuto da me, gli ho insegnato molte cose che poi lui ha stravolto. Quando è stato arrestato la prima volta gli avevo consigliato di stare tranquillo, ma lui invece ha voluto fare il bullo”.

Si fa il nome di Emilio Fede, a cui Mora imputa qualche responsabilità per la sua carcerazione, ma l’ex agente non entra troppo nei dettagli. Alla fine anche Don Mazzi, che è stato vicino a Lele Mora durante i giorni di prigione e che lo ha accolto nella sua comunità, prende la parola: “Lui si è costruito questo personaggio che da un lato lo ha aiutato e dall’altro lo ha distrutto. Adesso ci sta mostrando l’uomo“.

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