AMICHE DA MORIRE/ Una commedia nera che fa emergere il potere delle donne

- Claudia Cabrini

Cristiana Capotondi, Claudia Gerini e Sabrina Impacciatore sono protagoniste del nuovo film di Giorgia Farina, una commedia nera interessante. La recensione di CLAUDIA CABRINI

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Cristiana Capotondi, Sabrina Impacciatore, Claudia Gerini.

Una comicità tutta siciliana, quella del film Amiche da morire, che, con semplicità e azione, racconta la storia più americana del mondo, in un contesto tutto italiano. Protagoniste una bellissima Cristiana Capotondi, in arte Olivia (moglie dellaffascinante marito traditore, contemplato da tutte le vedove del paese), una solare Claudia Gerini (che si permette il lusso grazie a uno stipendio tutto suo e al mestiere più vecchio del mondo) e una bruttina Sabrina Impacciatore (che un poco invidiosa della bellezza altrui, e allo stesso tempo speranzosa che il principe azzurro esista anche per lei, si lascia aiutare dalle amiche, per diventare presto la compagna migliore di sempre).

anche un giallo poliziesco il nuovo film di Giorgia Farina, che mette al primo posto la famiglia, nel senso più mafioso del termine. Ironizzante a proposito di temi come lo sfruttamento del genere femminile, troppo spesso considerato erroneamente ingenuo e incapace, vediamo come le tre amiche, armi in pugno, riusciranno a resistere ai conflitti intra-famigliari che, inevitabilmente, le coinvolgeranno.

Il trio, infatti, partecipe dellomicidio del consorte di Olivia – che, solo poco dopo, si scoprirà a sua volta essere stato, in vita, un maldestro ladruncolo con milioni di refurtiva-, si renderà omertoso, aiutandosi e coprendosi vicendevolmente, per convincere i poliziotti di non aver commesso il fatto, apparendo comico e divertendo lo spettatore, giocando con lironia a proposito di temi, al contrario, molto importanti, e forse un poco impegnativi.

Amiche da morire è quindi – così lo definisce anche la regista Farina – una commedia nera che sicuramente ha preso spunto dalle sitcom poliziesche americane, e che altresì ha colpito e continuerà a colpire il pubblico nelle sale. Uno stile lontano dai classici prototipi del cinema italiano, un mix di colori, contesti, personaggi e azioni. Anche dal punto di vista prettamente tecnico è senza dubbio interessante, così come particolare è la scenografia, la quale riesce inevitabilmente a rievocare, in chi osserva, tutte le emozioni che si possono immaginare pensando a unisola (senza data locazione) del Sud Italia come quella ricostruita in pellicola, con un paesaggio mozzafiato e la tipica calorosità del popolo mediterraneo, mixata a quel pizzico di costume, che mai negativizza ma sempre migliora il buon dire di qualsiasi paese.

Quasi un trio da “desperate-wife”, Claudia Gerini, Cristiana Capotondi e Sabrina Impacciatore, hanno la lucente capacità di immedesimarsi in chi impersonano, facendo sì che anche a noi sia semplice emozionarsi, ridendo o commovendosi, a discrezione di ciò che il film ci racconta. Una “unione fa la forza” rappresentata sullo schermo. Un modo di dire che si fa realtà, in una pellicola nella quale non è l’amore a farla da padrone, e nemmeno i soldi, o il male. Una pellicola interessante, nella quale ciò che davvero trionfa, è il “potere del trio” ma, soprattutto, il potere delle donne. Sempre troppo sottovalutate, ancora oggi considerate meno di quanto loro spetterebbe.

Un film che diverte, fa piangere e sorridere. Un film che fa riflettere, e che apre – forse – la mente. Un film da gustare, in famiglia perché no. Perché, prima di tutto – e Amiche da morire lo racconta – evviva la famiglia! E, aggiungiamo, evviva le donne!

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