CHE TEMPO CHE FA/ Veltroni: il potere e il personalismo hanno rovinato il Pd (video). Puntata 19 maggio 2013

- La Redazione

Nella puntata di domenica 19 maggio di Che tempo che fa, Fabio Fazio ha ospitato: Luca Mercalli, Martin Castrogiovanni, Claudio Baglioni, Walter Veltroni e Jake Bugg

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Fabio Fazio
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Apre la puntata, di domenica 19 maggio di Che tempo che fa, Luca Mercalli il meteorologo ed ecologista ufficiale della trasmissione che, tanto per cominciare, sciorina una serie di dati sull’inquinamento atmosferico davvero catastrofici, per poi parlare di una iniziativa europea che si chiama Patto dei Sindaci a cui hanno aderito più di duemila comuni italiani. Se non aderiscono tutti si rischia di vanificare lo sforzo dei più volenterosi, aggiunge Mercalli che chiude esortando tutti i sindaci a prendere iniziative serie in tal senso. Spazio alla musica con un nuovo fenomeno musicale inglese, il giovanissimo Jake Bugg che canta e suona dal vivo per poi concedere a Fazio una intervista di routine. Il terzo ospite è un conosciutissimo giocatore di rugby che è stato anche ospite dell’ultimo Festival di Sanremo condotto da Fazio e che risponde al nome di Martìn Castrogiovanni. Ed ecco un’altra fissa del conduttore: Claudio Baglioni che canta la sua nuova canzone che si intitola Con voi e poi dà le ultime notizie riguardo al progetto omonimo che in questi giorni ha imperversato in rete e di cui ha già parlato la scorsa puntata. Fazio intervista Walter Veltroni che ha appena presentato il suo nuovo libro alla Fiera letteraria torinese. Il titolo è: E se noi domani LItalia e la Sinistra che vorrei. Fazio gli chiede a bruciapelo perché non ha attuato le idee contenute nel libro quando ne ha avuto l’occasione concreta e lui risponde che l’ha fatto fondando insieme a Prodi il Partito Democratico e che per un po’ ha funzionato come doveva, ma poi il potere e i personalismi hanno guastato tutto. Aggiunge che il potere spesso diventa il fine invece che il mezzo e che è proprio questo che ha portato e sta portando alla rovina il paese. Fazio lo incalza su argomenti di attualità politica e gli chiede come vedrebbe Renzi come prossimo candidato premier del Pd; Veltroni si inalbera e schiva la domanda sostenendo che uno dei capisaldi della sua visione della politica è proprio quello di smettere di pensare ai nomi e ridare importanza alle parole. Solo così, aggiunge, potremo coniugare il potere con la democrazia e rilanciare un partito che sia realmente riformista e progressista. Il più grande errore commesso dalla sinistra italiana, prosegue l’ospite, è stato quello di rinunciare alla propria identità per rincorrere un avversario politico, Berlusconi, che disponeva di mezzi e strumenti di persuasione senza precedenti nella storia politica non solo italiana. Per fare questo, conclude Veltroni, abbiamo perso di vista i valori fondanti di un partito di sinistra e impauriti da una destra non più ancorata al passato ci siamo ritrovati a conservare invece di cambiare. Fazio gli fa un ultimo assist chiedendogli di parlare del concetto di responsabilità diffusa e lui ribadisce che bisogna tornare a parlare di comunità e non di persone o correnti personali e che questa è l’unica strada percorribile per ridare forza a un partito riformista moderno (in ultima pagina l’intervista a Walter Veltroni).

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È il momento della sempre in forma Luciana Littizzetto che irrompe con la sua solita verve e demolisce uno a uno gli ospiti della puntata a cominciare dal povero Castrogiovanni il cui cognome, fa notare, è già un avvertimento. Poi si diverte a ironizzare sul fatto che non vedremo più Marzullo che ha inopinatamente chiuso con il video per fare il vicedirettore di Rai Uno. Come faremo, si chiede, senza Marzullo e i suoi incredibili capelli che erano una certezza come quei chioschi aperti tutta la notte che quando non sai che fare o non riesci a dormire ti rassicurano. Chiude con una serie di battute piuttosto spinte sulla nuova frontiera della chirurgia plastica che, neanche a dirlo, è denominata falloplastica, mettendo in agitazione il povero Fazio e l’intero studio.



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