BALLARO’/ Piero Grasso: Giovanni Falcone è un eroe moderno (video). Puntata 21 maggio 2013

- La Redazione

Nella puntata di Ballarò del 21 maggio, il presidente del Senato Piero Grasso e il magistrato Alfonso Sabella hanno ricordato il 21 anniversario della strage di Capaci

Giovanni_Floris
DiMartedì

La puntata di Ballarò andata in onda ieri sera, martedì 21 maggio, si è aperta come un momento dedicato alla memoria del sacrificio del giudice Giovanni Falcone, morto assieme alla moglie e agli uomini della sua scorta il 23 maggio del 1992, nei pressi di Capaci. In collegamento dalla Scuola di Polizia Penitenziaria di Roma, il presidente del Senato Piero Grasso e il giudice Alfonso Sabella, hanno ricordato perché ancora oggi l’opera svolta da Giovanni Falcone nella lotta contro il dilagare della criminalità organizzata mantiene viva la sua importanza. Davanti alla carcassa della Fiat Croma schiantatasi nella terribile esplosione, la commozione ha permesso di non perdere di vista lo scopo per il quale molti uomini dello Stato sono arrivati a donare la propria vita. Il giudice Sabella, il magistrato che ha materialmente arrestato Giovanni Brusca, ha sottolineato come la mafia giochi i suoi poteri mantenendosi sempre nell’ombra della codardia e dell’occulto, evitando mosse che possano rivelare i loro piani. Il coraggio di chi ha affrontato a viso aperto persone abituate a muoversi nel torbido, è servito e servirà da monito per tutti quanti li hanno seguiti e li seguiranno in questo compito gravoso (nella pagina seguente il video dell’intervento di Piero Grasso e Alfonso Sabella).Giovanni Floris ha poi introdotto gli ospiti presenti in studio anticipando i contenuti del dibatti che ne è seguito: Berlusconi, i processi che lo vedono coinvolto e la sua ineleggibilità, le reazioni di Beppe Grillo e del M5S dopo la proposta della legge Finocchiaro-Zanda, la politica nazionale dopo le prime settimane di lavoro del governo Letta. La copertina di Maurizio Crozza ha avuto un inizio in caduta libera. Guglielmo Epifani si è presentato per la prima volta in pubblico ad Avellino volando lungo e disteso per terra. Una chiara immagine del Pd e di tutte le sue contraddizioni come nemici alleati di Silvio Berlusconi. Uomini geniali come il senatore Zanda, secondo Crozza. Uomini che a lui piacciono per quello che sono: il ritratto della confusione, di un partito che altro non fa che mostrare tutta la sua frammentarietà anche di fronte all’evidenza. Che bella la legge pensata da Zanda per mettere fuori gioco il Movimento di Grillo anche se non lo vogliono ammettere, così a sostenuto il comico. E poi le continue minacce del Pdldi far cadere il governo, i ricatti, le bugie. Una farsa che continua.I servizi trasmessi hanno mostrato immagini di questi ultimi giorni. Berlusconi che canta felice attorniato dal suo popolo, la gente in piazza che sfila con le bandiere rosse e tra loro qualche politico. Le proteste da parte di coloro che vivono terribili difficoltà e la strenua difesa dell’uomo di Arcore. Il solito, secondo quando commentato da Gianni Riotta, presente in studio. Quelle mostrate sono due Italie differenti: quella che vorrebbe vedere Berlusconi finalmente in galera e quella che lo osanna come martire del sistema. Il problema, secondo le parole di Giovanni Valentini di Repubblica, è che nella nostra nazione i comici si sono messi a fare i politici e i politici i comici. Quanto sta accadendo ne è la testimonianza più inoppugnabile, La questione è che questo gioco perverso viene fatto sulla pelle della gente. Annamaria Bernini, esponente Pdl, ha difeso con decisione l’innocenza di Berlusconi ripetendo parole simili a quelle pronunciate da parecchi sui compagni di partito. Un fronte di difensori compatto e unito a differenza degli alleati del Pd, sempre maggiormente disarmati e distratti. La questione, come ha ripreso più volte il conduttore, ruota attorno a come voterà il Pd riguardo l’ineleggibilità del Presidente. 

In merito, Alessia Mosca, del Pd, ha cercato di sottolineare come la situazione sia del tutto speciale e che la sua posizione sarà quella che il Senato deciderà di seguire dopo il tanto atteso voto. Graziano Del Rio, Ministro per gli affari regionali e le autonomie, ha dichiarato che l’ambizione di coloro che appartengono al centro sinistra non è quella di eliminare Berlusconi a colpi di leggi e sentenze, ma alle urne, usando tutti quei mezzi che la democrazia e la libertà dovrebbero garantire ai cittadini.

 



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